"Ti taglio la testa", minacce in aula al processo per il femminicidio di Martina
tra i familiari della vittima e quelli dell’imputato si sarebbero verificati contrasti e scambi verbali accesi
Momenti di forte tensione si sono registrati nell’aula 115 del nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli all’avvio del processo a carico di Alessio Tucci, imputato per l’omicidio volontario aggravato di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola nel maggio 2025. Secondo quanto accaduto in aula, tra i familiari della vittima e quelli dell’imputato si sarebbero verificati contrasti e scambi verbali accesi, che hanno reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine presenti per garantire il regolare svolgimento dell’udienza. L’area riservata ai parenti dell’imputato è stata successivamente sgomberata.
Nel corso dell’udienza, l’imputato è apparso visibilmente provato. Il procedimento riguarda il femminicidio della giovane, il cui corpo fu ritrovato in un casolare abbandonato ad Afragola dopo la denuncia di scomparsa.
Si sono costituiti parte civile il Comune di Afragola, la Fondazione Polis e Cam Telefono Azzurro.
Al termine dell’udienza, il giudice ha disposto il rinvio al 26 giugno.
Durante le fasi successive, i familiari della vittima hanno manifestato il proprio dolore in aula, tra momenti di forte commozione. Il padre della ragazza ha espresso la propria sofferenza per la perdita della figlia, mentre la madre ha ricordato la giovane con parole di dolore al momento dell’aggiornamento del procedimento.
Per contenere le tensioni è stato necessario l’intervento del personale delle forze dell’ordine, tra Polizia di Stato e Carabinieri, presenti in aula in modo rafforzato.