Lettera anonima a San Giuseppe Vesuviano: "Rampolli del boss alla festa con il sindaco"

Al momento non risultano indagini aperte né provvedimenti giudiziari legati alla vicenda

A cura di Redazione
19 maggio 2026 06:00
Lettera anonima a San Giuseppe Vesuviano: "Rampolli del boss alla festa con il sindaco" -
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A San Giuseppe Vesuviano torna alta la tensione politica dopo l’ennesima lettera anonima indirizzata alle istituzioni locali e alle forze dell’ordine. Il documento, recapitato nei giorni scorsi, ha acceso il dibattito cittadino per il contenuto delle accuse e per i riferimenti a presunti rapporti di contiguità tra ambienti politici e persone appartenenti a famiglie legate alla criminalità organizzata. La vicenda ruota attorno a una festa di compleanno organizzata a Napoli per un parente del vicesindaco Antonio Borriello, esponente del Partito Democratico. Secondo quanto riportato nella lettera anonima, all’evento avrebbero partecipato amministratori comunali, consiglieri e anche figli di storici esponenti della criminalità locale. Il vicesindaco ha respinto ogni insinuazione annunciando l’intenzione di rivolgersi alla Procura per tutelare la propria immagine e quella della sua famiglia. “Voglio che venga fatta piena chiarezza”, ha dichiarato.

Anche il sindaco Michele Sepe è intervenuto sulla vicenda, esprimendo fiducia nei confronti del suo vice ma sottolineando la necessità di verificare quanto riportato nella missiva. Il primo cittadino ha spiegato di aver partecipato alla festa senza conoscere l’identità di tutti gli invitati, aggiungendo che l’eventuale presenza di soggetti riconducibili a famiglie criminali sarebbe un fatto “grave”.

Al momento non risultano indagini aperte né provvedimenti giudiziari legati alla vicenda. Non vi sono inoltre commissioni d’accesso o attività ispettive in corso, come invece accaduto in passato in altri comuni del territorio campano.

La lettera anonima sarebbe stata inviata non solo agli amministratori comunali e alle forze dell’ordine, ma anche alla Prefettura, a esponenti regionali del Partito Democratico e ai vertici dell’azienda presso cui lavora il vicesindaco.

Nel documento vengono indicati anche presunti riferimenti telefonici e richieste di verifica delle celle telefoniche per accertare la presenza contemporanea dei partecipanti alla festa. Va sottolineato che le persone citate nella lettera non risultano coinvolte in procedimenti giudiziari e, secondo quanto emerso, svolgerebbero attività lavorative e professionali regolari.

L’episodio si inserisce in un clima già segnato da tensioni e da numerose segnalazioni anonime che negli ultimi anni hanno interessato la vita politica di San Giuseppe Vesuviano. Lo scorso ottobre, ad esempio, un manifesto minatorio con riferimenti al sindaco Sepe era stato lasciato all’interno del municipio, episodio che aveva suscitato forte preoccupazione.

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