Rimosse le forbici dimenticate nell'addome di una donna

la donna è stata sottoposta a controlli ed è in fase di recupero

A cura di Redazione
10 maggio 2026 23:00
Rimosse le forbici dimenticate nell'addome di una donna -
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Un intervento chirurgico eseguito a Napoli ha portato alla rimozione di un corpo estraneo dimenticato nell’addome di una donna, rimasto per mesi dopo un’operazione di addominoplastica. Secondo quanto riferito dai familiari, la paziente aveva continuato ad accusare dolori persistenti sin dal mese successivo all’intervento effettuato lo scorso ottobre. Per lungo tempo, tuttavia, i disturbi erano stati interpretati come normali conseguenze post-operatorie, con indicazioni terapeutiche limitate ad antibiotici e controlli di routine.

La scoperta è arrivata solo dopo un progressivo peggioramento delle condizioni della donna, quando è stata eseguita una TAC che ha evidenziato la presenza di un oggetto metallico nell’addome. A quel punto è emersa l’ipotesi di una dimenticanza chirurgica avvenuta durante il precedente intervento.

La figlia della paziente, Elvira, ha raccontato ai Tg Rai che più volte, nei mesi successivi all’operazione, la madre si era rivolta al medico che l’aveva operata senza però ricevere indicazioni per ulteriori approfondimenti diagnostici. “Ci dicevano che era tutto normale dopo un intervento del genere”, ha spiegato.

Solo dopo la TAC, la famiglia ha deciso di affidarsi a un altro percorso sanitario, rifiutando di essere nuovamente operata dallo stesso chirurgo per timore di ulteriori complicazioni. L’intervento successivo ha consentito la rimozione del corpo estraneo, identificato come una pinza chirurgica, rimasta nell’organismo per circa sette mesi.

Dopo l’operazione, la donna è stata sottoposta a controlli ed è in fase di recupero. I familiari parlano di un momento di grande sollievo dopo mesi di sofferenza e incertezza.

La vicenda ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza delle procedure chirurgiche e sull’importanza dei controlli post-operatori nei casi di interventi complessi, soprattutto quando i pazienti segnalano sintomi persistenti nel tempo.

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