Raid incendiario contro la sede di Libera e Anpi a Boscotrecase
“Non è vandalismo, è intimidazione”
Un incendio doloso ha colpito la sede del presidio territoriale di Libera e dell’ANPI tra Boscoreale, Boscotrecase e Trecase. Un gesto che scuote il territorio e che le realtà associative coinvolte non esitano a definire per quello che è: un atto intimidatorio, non un semplice episodio di vandalismo. A denunciare con forza l’accaduto è Stefania Spisto, attivista e promotrice del presidio anticamorra boschese: “Hanno incendiato una sede costruita con cura, pezzo dopo pezzo. E c’è ancora chi parla di ragazzi, di disagio. No. Questa è violenza. È intimidazione. È un gesto vigliacco”.
Le fiamme hanno distrutto arredi e materiali frutto di un lavoro paziente e simbolico, spesso realizzati nel rispetto dell’ambiente e con l’obiettivo di trasmettere valori di legalità e responsabilità sociale. “Brucia il lavoro silenzioso di chi credeva che anche i dettagli potessero insegnare qualcosa”, ha aggiunto Spisto, sottolineando come il gesto colpisca non solo uno spazio fisico, ma un intero progetto educativo.
Dura anche la presa di posizione di Antonello Sannino, presidente della sezione Anpi “Maria Penna e Rocco Caraviello” di Torre Annunziata e del comprensorio vesuviano: “Siamo di fronte a un fatto di enorme gravità. Colpire un presidio dedicato alla legalità significa sfregiare un luogo di democrazia, partecipazione e riscatto sociale”. Secondo Sannino, non si tratta di un episodio isolato. La struttura era già stata presa di mira durante le festività pasquali, segnale di una pressione crescente su chi opera quotidianamente per contrastare la cultura camorristica. “È un’azione vigliacca e criminale, di chi pensa di poter controllare il territorio”, ha dichiarato.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine e la polizia municipale. Le indagini sono in corso e potrebbero avvalersi anche delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Dal mondo associativo arriva ora un appello alla mobilitazione. “Non possiamo permettere che l’indifferenza prenda il sopravvento”, ha ribadito Sannino, auspicando una risposta “forte e corale” da parte di istituzioni e società civile.
Nonostante la gravità dell’accaduto, il messaggio che arriva dal presidio è chiaro: non arretrare. “Quel fuoco non ha spento nulla – conclude Spisto – ha solo illuminato ciò che troppi fingono di non vedere. Noi non ci fermeranno”.