Non fu suicidio, riaperto il caso di Luana

Al centro della nuova fase dell’indagine ci sono diversi elementi considerati non del tutto coerenti

A cura di Redazione
17 maggio 2026 14:00
Non fu suicidio, riaperto il caso di Luana -
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Il caso della morte di Luana Di Raffaele, 44 anni, avvenuta a Napoli il 26 marzo 2025 nel suo appartamento di via Generale Camillo Cucca, torna sotto la lente della magistratura e non viene archiviato. La gip Lucia De Micco ha infatti disposto nuovi approfondimenti investigativi accogliendo l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalla madre della donna, assistita dall’avvocato Carlo De Pascale. Il fascicolo resta aperto contro ignoti con l’ipotesi di istigazione al suicidio.

Al centro della nuova fase dell’indagine ci sono diversi elementi considerati non del tutto coerenti con la prima ricostruzione. In particolare, gli inquirenti intendono chiarire alcune incongruenze tra le testimonianze raccolte e la finestra temporale del decesso stabilita dagli accertamenti medico-legali.

Secondo la perizia, la morte della 44enne sarebbe collocabile tra il pomeriggio del 24 marzo e la mattina del 25 marzo 2025. Una ricostruzione che però non coincide pienamente con quanto riferito da alcune persone vicine alla donna, tra cui il compagno, che avrebbe indicato orari differenti per l’ultimo contatto con lei.

Proprio queste discrepanze hanno portato la gip a disporre ulteriori verifiche: il compagno e una cugina della vittima dovranno essere nuovamente ascoltati dagli investigatori, mentre sarà disposta anche un’integrazione della consulenza medico-legale per chiarire l’esatta collocazione temporale del decesso.

Un altro punto centrale riguarda la compatibilità della scena del ritrovamento con l’ipotesi iniziale di suicidio. Per questo motivo è stata ordinata anche una perizia sull’abitazione di via Camillo Cucca, per valutare se le condizioni dell’immobile siano coerenti con la dinamica ipotizzata.

La famiglia della donna, che non ha mai accettato la prima ricostruzione, continua a sostenere che si tratti di una vicenda ancora piena di aspetti poco chiari. La madre ha ricordato anche alcuni elementi legati alla vita privata della figlia e a presunti episodi di tensione con una persona conosciuta dopo la fine di una precedente relazione, circostanze che ora dovranno essere ulteriormente approfondite.

Tra i punti ancora da chiarire anche una conversazione registrata agli atti, nella quale si farebbe riferimento a un uomo che avrebbe avuto comportamenti violenti nei confronti della donna. Un dettaglio che, secondo gli investigatori, necessita di ulteriori riscontri per essere inquadrato con precisione.

Al momento, la magistratura ha deciso di non procedere all’archiviazione del caso, ritenendo necessari ulteriori accertamenti per chiarire tutte le incongruenze emerse.

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