Manca l'assistente, la piscina per la riabilitazione resta chiusa

struttura pubblica già pronta e inaugurata da circa un anno, ma ancora mai entrata in funzione

A cura di Redazione
26 maggio 2026 16:00
Manca l'assistente, la piscina per la riabilitazione resta chiusa -
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Una struttura pubblica già pronta e inaugurata da circa un anno, ma ancora mai entrata in funzione. È questa la denuncia della Fp Cgil Napoli e Campania riguardo alla piscina riabilitativa per idrochinesiterapia realizzata presso il CTO di Napoli, presidio dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. Secondo quanto segnalato dal sindacato, l’impianto – completato dopo importanti lavori di ristrutturazione e dotato di attrezzature pienamente operative – risulta tuttora inutilizzato, nonostante fosse stato presentato al momento dell’inaugurazione come un servizio strategico per la riabilitazione dei pazienti del territorio.

A sollevare la questione è il segretario della Sanità pubblica della Fp Cgil Campania, Antimo Morlando, che parla apertamente di una situazione “inaccettabile” in un contesto regionale in cui, secondo il sindacato, gran parte dell’offerta riabilitativa è affidata al settore privato. “In una Regione come la Campania, dove la riabilitazione è gestita per il 90% dal privato, questa vicenda rappresenta qualcosa di indegno”, ha dichiarato.

La piscina era stata inaugurata esattamente dodici mesi fa alla presenza delle autorità regionali e della direzione aziendale, tra cui l’allora presidente della Regione Vincenzo De Luca, e presentata come un potenziamento significativo dell’offerta sanitaria pubblica. Tuttavia, a distanza di un anno, la struttura risulta ancora chiusa e non operativa.

La Fp Cgil ha inoltre fatto sapere di aver inviato nei giorni scorsi una richiesta formale alla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, sollecitando l’immediata attivazione del servizio. Nel documento, il sindacato chiede che la piscina venga resa operativa senza ulteriori ritardi, ritenendo non più giustificabile il fatto che una struttura pubblica già completata resti inutilizzata mentre molti pazienti sono costretti a rivolgersi a strutture private per accedere a trattamenti riabilitativi essenziali.

Al momento, secondo quanto riferito dalla Fp Cgil, non sarebbero arrivate risposte ufficiali dall’azienda. Le uniche motivazioni circolate informalmente farebbero riferimento alla mancanza della figura dell’assistente bagnante, elemento che – se confermato – rischierebbe di prolungare ulteriormente i tempi di attivazione di un servizio già completato e atteso da tempo.

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