La moglie del killer di Pollena: "Per me è un buon padre e un buon marito"
Le vittime sono Sara Tkacz, residente a Santa Maria Capua Vetere, e Lyuba Hlyva, cittadina ucraina
“Lo stavo aiutando, ma lui non si è voluto fare aiutare. È un buon padre e un buon marito”. Sono le parole pronunciate dalla moglie di Mario Landolfi durante un’intervista rilasciata alla trasmissione Chi l'ha visto?, che nelle ultime ore è tornata sul caso del duplice omicidio avvenuto a Pollena Trocchia. La donna ha difeso il marito, attualmente detenuto in carcere, sostenendo che “non sta bene con la testa” e lasciando intendere che da tempo l’uomo manifestasse problemi comportamentali e psicologici.
Landolfi, 49 anni, originario di Sant'Anastasia, ha confessato di aver spinto nel vuoto due donne all’interno di un edificio abbandonato nel Parco Europa di viale Italia, a Pollena Trocchia. Le vittime sono Sara Tkacz, residente a Santa Maria Capua Vetere, e Lyuba Hlyva, cittadina ucraina.
I corpi delle due donne furono ritrovati nella notte del 18 maggio dai carabinieri, nei pressi di un vano ascensore vuoto all’interno del complesso abbandonato. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Nola, il 49enne avrebbe ammesso di avere spinto entrambe dopo una lite scoppiata per il pagamento di prestazioni sessuali.
Gli investigatori stanno ancora lavorando per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto tra il 16 e il 17 maggio e per verificare se possano esserci stati altri episodi simili in passato. Un aspetto che gli inquirenti considerano importante anche alla luce della freddezza con cui l’uomo avrebbe agito.
Determinante per arrivare al fermo è stata la testimonianza di quattro giovani che si trovavano in auto nella zona di viale Italia e che avrebbero notato movimenti sospetti. Grazie ai loro racconti, i carabinieri della tenenza di Cercola sono riusciti a individuare rapidamente Landolfi.
Nel frattempo il gip del tribunale di Nola ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per il 49enne, mentre proseguono gli accertamenti investigativi sul suo passato e sulle frequentazioni nella zona di Gianturco, area tristemente nota per il fenomeno della prostituzione su strada.