La mamma di Martina: "Mi aspetto fine pena mai". Lite in aula tra le famiglie

il delitto si consumò in un edificio abbandonato nei pressi dello stadio comunale di Afragola

A cura di Redazione
19 maggio 2026 11:00
La mamma di Martina: "Mi aspetto fine pena mai". Lite in aula tra le famiglie -
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Si è aperto davanti alla seconda sezione della Corte d’Assise di Napoli il processo per l’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola nel maggio 2025. Imputato nel procedimento è l’ex fidanzato della ragazza, Andrea Tucci, oggi 19enne. Prima dell’inizio dell’udienza, la madre della giovane ha rilasciato alcune dichiarazioni ai cronisti presenti all’esterno dell’aula, chiedendo una condanna severa nei confronti dell’imputato. La donna, assistita dall’avvocato Sergio Pisani, ha parlato di un percorso ancora molto difficile da affrontare. In aula erano presenti sia l’imputato, difeso dall’avvocato Mario Mangazzo, sia i familiari della vittima. Si sono inoltre costituite parti civili la Fondazione Polis e il Comune di Afragola.

Momenti di tensione si sono registrati all’arrivo dell’imputato, quando si è verificato un confronto verbale tra alcuni familiari della vittima e parenti del giovane imputato. La situazione è stata riportata alla calma su disposizione della Corte.

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, il delitto si consumò in un edificio abbandonato nei pressi dello stadio comunale di Afragola, dove la ragazza aveva incontrato l’ex fidanzato dopo la fine della loro relazione.

Gli investigatori hanno accertato che la giovane venne colpita mortalmente al termine dell’incontro. Dopo il delitto, il corpo fu nascosto all’interno della struttura.

Le indagini successive hanno portato rapidamente all’identificazione del giovane, che in seguito ha confessato le proprie responsabilità davanti agli inquirenti.

Il processo entra ora nella fase dibattimentale, nel corso della quale saranno ascoltati testimoni e analizzati gli elementi raccolti dalla Procura.

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