Il killer delle prostitute a Pollena: "Volevo fare trovare i corpi"

Una discussione legata al compenso sarebbe degenerata in una colluttazione avvenuta nei pressi della tromba delle scale

A cura di Redazione
19 maggio 2026 07:00
Il killer delle prostitute a Pollena: "Volevo fare trovare i corpi" -
Condividi

Emergono nuovi particolari dall’interrogatorio di Mario Landolfi, il 49enne di Sant’Anastasia che ha confessato l’omicidio di due donne i cui corpi sono stati trovati in un cantiere edile abbandonato a Pollena Trocchia, in provincia di Napoli. Le informazioni sono contenute nel decreto di fermo emesso dalla Procura di Nola, che contesta all’uomo il reato di duplice omicidio aggravato dai futili motivi. Secondo l’ipotesi investigativa, le due donne — una 29enne del Casertano e una cittadina ucraina di 48 anni — sarebbero state uccise in momenti differenti al termine di discussioni legate al pagamento di prestazioni sessuali.

Nel corso dell’interrogatorio, l’indagato avrebbe riferito agli investigatori che, se avesse voluto impedire il ritrovamento dei corpi, avrebbe potuto tentare di distruggerli utilizzando del carburante presente nella propria automobile, aggiungendo però di aver deciso di non farlo.

Landolfi, disoccupato e con problemi di tossicodipendenza secondo quanto emerso dagli accertamenti, è stato individuato dai carabinieri grazie alle indicazioni fornite da alcuni giovani testimoni che lo avrebbero visto entrare nel cantiere insieme a una donna e uscire poco dopo da solo. I testimoni hanno fornito agli investigatori elementi utili, tra cui descrizione dell’uomo, modello dell’auto e targa del veicolo.

Quando i carabinieri sono intervenuti all’interno dello stabile, hanno trovato i corpi delle due donne. I primi rilievi avrebbero evidenziato traumi compatibili con una caduta dall’alto.

Davanti agli investigatori, assistito dal proprio legale, l’uomo avrebbe inizialmente ammesso le proprie responsabilità soltanto per la morte della donna più giovane. Secondo il suo racconto, l’avrebbe incontrata nel pomeriggio del 17 maggio nella zona di Gianturco, a Napoli, per poi accompagnarla nell’edificio abbandonato di Pollena Trocchia. Una discussione legata al compenso sarebbe degenerata in una colluttazione avvenuta nei pressi della tromba delle scale, durante la quale la donna sarebbe precipitata.

Successivamente, nel corso dell’interrogatorio, Landolfi avrebbe ammesso il proprio coinvolgimento anche nella morte della seconda donna, incontrata il giorno precedente sempre nella zona di Gianturco. Anche in questo caso, secondo la ricostruzione fornita agli investigatori, una lite sarebbe scoppiata dopo che la donna si sarebbe resa conto di trovarsi in un edificio abbandonato anziché in una struttura alberghiera come concordato.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Nola e condotte dai carabinieri, proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e verificare tutti gli elementi emersi nel corso degli interrogatori.

Segui il Fatto Vesuviano