Il Castello delle Cerimonie resiste ancora: altro giudizio in estate

L’esito potrebbe risultare decisivo per il destino della struttura

A cura di Redazione
04 maggio 2026 20:00
Il Castello delle Cerimonie resiste ancora: altro giudizio in estate -
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Sarà il prossimo 9 luglio la data chiave per il futuro del Grand Hotel “La Sonrisa” di Sant’Antonio Abate, celebre location televisiva del programma Il boss delle cerimonie. La Corte di Cassazione è chiamata a esprimersi sui ricorsi presentati dagli eredi di Antonio Polese, storico proprietario della struttura. A presentare le istanze sono stati Imma Polese, figlia del “Boss delle Cerimonie”, e Agostino Polese, fratello dell’imprenditore scomparso. I ricorsi mirano a ottenere l’annullamento della dichiarazione di inammissibilità della precedente richiesta di revisione del processo.

Al centro della vicenda giudiziaria c’è il reato di lottizzazione abusiva, contestato e accertato con la sentenza dell’8 novembre 2016 emessa dal Tribunale di Torre Annunziata, poi confermata nei successivi gradi di giudizio fino alla Cassazione. Quella decisione ha portato alla confisca dell’intero complesso, inclusi gli immobili adibiti ad abitazione.

Parallelamente, l’avvocato Dario Vannetiello, difensore di “Donna Imma”, ha depositato una nuova richiesta di revisione presso la Corte d’Appello di Roma. L’istanza si fonda su elementi ritenuti inediti, tra cui atti di precedenti procedimenti, consulenze tecniche, documentazione contabile e materiale fotografico.

Secondo la tesi difensiva, anche qualora si volesse ritenere sussistente il reato contestato, questo sarebbe comunque già prescritto prima dell’avvio del processo. Una circostanza che, se accolta, potrebbe mettere in discussione l’intero iter giudiziario che ha portato alla confisca.

Nel frattempo, sulla struttura pende un’ordinanza di sgombero disposta dal Comune di Sant’Antonio Abate, divenuto recentemente proprietario del complesso.

L’esito del giudizio in Cassazione potrebbe risultare decisivo per il destino della struttura, conosciuta anche come “Il Castello delle Cerimonie”. In caso di accoglimento dei ricorsi, infatti, la proprietà potrebbe tornare alla famiglia Polese, scongiurando la chiusura definitiva dell’attività.

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