Omicidio a Ibiza, due testimoni scagionano il palmese Annibale Damiano
La Guardia Civil sta verificando ogni elemento, analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza
Vanno avanti le indagini sull’omicidio di Francesco Sessa, il pizzaiolo 35enne di Pagani ucciso con una coltellata a Ibiza. Gli investigatori stanno ora concentrando l’attenzione su nuove testimonianze che potrebbero contribuire a chiarire la dinamica dei fatti. Nel frattempo, sabato scorso la giudice istruttrice di Ibiza, Carmen Martin, ha confermato la custodia cautelare in carcere per Aannibale Damiano, 45enne nato ad Avellino ma a tutti gli effetti di Palma Campania, ritenuto il principale sospettato del delitto.
Secondo quanto riportato dal quotidiano “Diario de Ibiza”, una persona vicina all’indagato, collega di lavoro nella stessa azienda di autonoleggio, avrebbe fornito una versione alternativa dei fatti. L’uomo avrebbe dichiarato che il 45enne non poteva trovarsi sul luogo dell’aggressione perché impegnato, in quel momento, nella consegna di un’auto a un cliente presso l’aeroporto dell’isola. Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti c’è anche una seconda testimonianza: un testimone avrebbe riferito di aver visto la vittima discutere con due uomini, nessuno dei quali coinciderebbe con l’attuale indagato.
La Guardia Civil sta verificando ogni elemento, analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza e raccogliendo ulteriori testimonianze. Tra i punti da chiarire c’è anche la possibile presenza di altre persone sulla scena al momento dell’aggressione. L’indagato, che vive a Ibiza, conosceva la vittima: i due avevano condiviso un viaggio con amici poche settimane prima dell’episodio. Resta ancora senza risposta il movente dell’omicidio, con tutte le ipotesi al momento ancora aperte.
Il delitto è avvenuto in via dels Alzines, nella zona di Platja d’en Bossa, nei pressi di un’associazione di quartiere e di un bar. Sessa, colpito al torace durante una lite, si è accasciato al suolo intorno alle 16:30. I soccorritori hanno tentato di rianimarlo a lungo, per oltre un’ora, senza riuscire a salvargli la vita. Durante l’udienza di convalida, durata diverse ore, il 45enne si è dichiarato innocente.