Evirato dalla moglie ad Angri, l'avvocato vuole gli stessi indennizzi del "codice rosso"
“In questo dramma non ha ricevuto neanche un cenno di solidarietà ed è rimasto solo nel letto d’ospedale”
“La gravità di un crimine non si misura dal sesso della vittima”. Con queste parole l’avvocato Angelo Pisani interviene sulla drammatica vicenda dell’uomo di nazionalità bengalese mutilato dalla compagna ad Angri. Il legale, che assiste la vittima, parla di una “mutilazione devastante e permanente”, sottolineando le gravissime conseguenze fisiche, psicologiche e relazionali subite dall’uomo, che avrebbe perso definitivamente l’organo genitale e dovrà affrontare ulteriori interventi chirurgici e cure particolarmente invasive.
Secondo quanto riferito dall’avvocato, l’uomo sarebbe stato narcotizzato prima dell’aggressione e successivamente colpito anche con un coltello. “Non siamo di fronte a un gesto impulsivo o accidentale – afferma Pisani – ma a una condotta caratterizzata da premeditazione, estrema ferocia e concreto pericolo di morte”. Il legale sostiene inoltre che solo il tempestivo intervento delle forze dell’ordine avrebbe impedito conseguenze ancora più gravi.
Pisani denuncia anche il mancato sostegno ricevuto dalla vittima dopo il ricovero in ospedale. “In questo dramma non ha ricevuto neanche un cenno di solidarietà ed è rimasto solo nel letto d’ospedale”, afferma.
L’avvocato annuncia battaglia sul piano giudiziario e istituzionale, chiedendo una “condanna esemplare per tentato omicidio”, oltre a una provvisionale economica immediata e all’accesso agli indennizzi previsti dalla normativa italiana ed europea per le vittime di reati violenti.
Tra le richieste avanzate anche la copertura sanitaria completa da parte delle istituzioni, l’assistenza psicologica continuativa e l’acquisto di protesi o impianti sostitutivi. “Lo Stato ha il dovere di garantire strumenti concreti di protezione, assistenza e ristoro economico a ogni vittima di violenza, senza discriminazioni legate al sesso. La violenza non ha sesso e neppure la giustizia dovrebbe averlo”, conclude il legale.