Ecco le 18 ville abusive su suolo pubblico: rischiano l'abbattimento

Gli investigatori contestano il reato di invasione di terreni pubblici

A cura di Redazione
23 maggio 2026 23:00
Ecco le 18 ville abusive su suolo pubblico: rischiano l'abbattimento -
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A Giugliano in Campania, tra le località di Licola e Marina di Varcaturo nei pressi del Lago Patria, un’inchiesta della Procura di Napoli Nord ha portato al sequestro di 18 villette e all’iscrizione nel registro degli indagati di dodici persone. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le abitazioni sarebbero state realizzate su circa otto ettari di terreni pubblici appartenenti alla Regione Campania, un tempo riconducibili all’ex Opera Nazionale Combattenti. A partire dagli anni Ottanta, l’area sarebbe stata progressivamente occupata e trasformata in un insediamento residenziale abusivo.

Le costruzioni, in alcuni casi sviluppate su più livelli e dotate anche di piscine, sarebbero state edificate senza alcuna autorizzazione edilizia. Le indagini, condotte dai Carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Napoli, hanno permesso di ricostruire la situazione attraverso sopralluoghi, verifiche catastali e controlli sui titoli di proprietà.

Gli investigatori contestano il reato di invasione di terreni pubblici. L’operazione è stata eseguita con il supporto dei Carabinieri della compagnia di Giugliano, in seguito a un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Napoli Nord.

Accanto al tema dell’abusivismo edilizio, l’indagine ha aperto anche un fronte ambientale. Nel corso dei controlli sarebbero stati individuati allacci abusivi alla rete fognaria e sistemi di smaltimento dei reflui potenzialmente non a norma, con possibili rischi per l’ecosistema del Lago Patria.

Le verifiche del Comune di Giugliano dovranno chiarire l’effettivo impatto ambientale delle strutture e la regolarità degli impianti. Nel frattempo, si apre anche la possibilità di una futura sanatoria: le aree rientrerebbero infatti in un piano regionale di valorizzazione che potrebbe consentire, in alcuni casi, la regolarizzazione attraverso l’acquisto dei terreni.

In caso contrario, al termine delle procedure previste, potrebbe scattare lo sgombero degli immobili e l’allontanamento degli occupanti.

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