Debiti per 10 milioni, pagherà meno di 26mila euro

le difficoltà economiche sarebbero state aggravate dalla chiusura di due attività imprenditoriali

A cura di Redazione
08 maggio 2026 10:00
Debiti per 10 milioni, pagherà meno di 26mila euro -
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Dopo anni segnati da contenziosi fiscali e da una situazione economica diventata insostenibile, un ex imprenditore di San Severino Marche riuscirà a liberarsi di debiti accumulati per oltre 10 milioni e 600mila euro grazie alla procedura di liquidazione controllata prevista dalla normativa sul sovraindebitamento. La vicenda riguarda un uomo di 54 anni, finito in difficoltà dopo una lunga controversia con l’Agenzia delle Entrate nata in seguito a controlli fiscali eseguiti dalla Guardia di Finanza tra il 2006 e il 2009. Gli accertamenti avevano dato origine anche a un procedimento penale, conclusosi però con l’assoluzione dell’imprenditore.

Sul piano tributario, invece, il percorso giudiziario ebbe un esito diverso. Dopo una prima decisione favorevole ottenuta davanti alla commissione tributaria di Macerata, l’Agenzia delle Entrate presentò appello e il verdetto venne ribaltato in secondo grado. A quel punto, anche a causa degli elevati costi necessari per un eventuale ricorso in Cassazione, l’uomo decise di fermarsi.

Nel corso degli anni, tra imposte, interessi e sanzioni, il debito è cresciuto fino a superare i 10 milioni di euro.

La svolta è arrivata due anni fa, quando il 54enne si è rivolto a uno studio specializzato per avviare la procedura di liquidazione controllata introdotta dal Codice della crisi d’impresa, che disciplina anche le situazioni di sovraindebitamento.

Secondo quanto ricostruito, le difficoltà economiche sarebbero state aggravate dalla chiusura di due attività imprenditoriali, una nel settore calzaturiero e l’altra in quello automobilistico, entrambe travolte dalla crisi economica tra il 2006 e il 2010. A pesare anche un investimento imprenditoriale rivelatosi fallimentare.

Nel procedimento è stata nominata come gestore della crisi la professionista Manola Sampaolo, che ha attestato la presenza dei requisiti necessari per accedere alla misura. L’uomo, oggi lavoratore dipendente, verserà ai creditori 720 euro al mese per tre anni, per un totale complessivo di 25.920 euro.

Il Tribunale di Macerata, valutata la documentazione, ha quindi disposto l’apertura della procedura di liquidazione controllata del patrimonio.

«Questi strumenti rappresentano una reale seconda possibilità per chi si trova in condizioni di grave difficoltà economica – ha spiegato il commercialista Niccolò Di Bella – ma possono essere applicati solo quando il debito non è stato generato in maniera fraudolenta. Non si tratta di un sistema pensato per favorire i furbetti».

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