Danno erariale da quasi mezzo milione di euro al Giffoni Film Festival

L’inchiesta rappresenta uno sviluppo di un fascicolo già aperto in relazione alla gestione del servizio di trasporto e movimentazione di ospiti

A cura di Redazione
26 maggio 2026 17:00
Danno erariale da quasi mezzo milione di euro al Giffoni Film Festival -
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La Guardia di Finanza di Napoli, su delega della Procura regionale per la Campania della Corte dei conti, ha notificato un invito a dedurre con contestuale atto di messa in mora nei confronti dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, del direttore artistico e organizzativo Claudio Gubitosi e del Responsabile unico del procedimento, nell’ambito di un’indagine su presunti danni erariali legati alla gestione dei contributi pubblici regionali. L’ipotesi contestata dalla magistratura contabile riguarda un presunto danno complessivo pari a 478.769 euro, riferito alle edizioni del Giffoni Film Festival comprese tra il 2016 e il 2024. Il provvedimento è stato disposto su richiesta del sostituto procuratore Mauro Senatore, sotto il coordinamento del procuratore regionale Giacinto Dammicco.

Contestualmente, in esecuzione di un decreto del presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Campania, è stato disposto il sequestro conservativo di rapporti bancari e crediti statali e regionali riconducibili ai soggetti coinvolti, fino alla concorrenza dell’importo contestato, oltre a rivalutazione e interessi.

L’inchiesta rappresenta uno sviluppo di un fascicolo già aperto in relazione alla gestione del servizio di trasporto e movimentazione di ospiti e giurati del festival, che aveva già portato a un decreto di citazione a giudizio e si trova ora in attesa di decisione nel merito.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti contabili, le successive attività istruttorie avrebbero evidenziato ulteriori criticità legate ad affidamenti diretti disposti nel corso degli anni a favore di un’associazione culturale, denominata “Aura”, attiva in progetti sociali collegati alla manifestazione cinematografica.

L’associazione, presieduta da Alfonsina Novellino e con una sola dipendente, Claudia Novellino, avrebbe ricevuto nel tempo incarichi qualificati come servizi di inclusione, solidarietà sociale e attività di supporto, ma ritenuti dagli investigatori caratterizzati da contenuti generici e da una sostanziale continuità economica riconducibile ai fondi pubblici destinati al festival.

Le verifiche avrebbero evidenziato come gli affidamenti, ripetuti annualmente con importi analoghi, siano stati rendicontati nell’ambito dei contributi regionali ed europei ricevuti dall’ente, configurando – secondo l’impianto accusatorio – un sistema non adeguatamente giustificato sotto il profilo della tracciabilità e della coerenza con le finalità dei finanziamenti.

Ulteriori accertamenti avrebbero inoltre rilevato che molte delle attività sociali indicate nei progetti sarebbero state in realtà svolte gratuitamente da soggetti terzi o associazioni partner, mentre le spese documentate risultavano in diversi casi limitate o non strettamente collegate alle attività dichiarate.

Un altro profilo centrale riguarda il presunto conflitto di interessi segnalato dagli inquirenti: secondo l’ipotesi ricostruttiva, il direttore artistico dell’ente avrebbe partecipato alle procedure relative all’associazione riconducibile alla propria famiglia, certificando anche la regolare esecuzione delle prestazioni. Analoghe attestazioni sarebbero state rilasciate dal Responsabile unico del procedimento, nonostante – sempre secondo la ricostruzione contabile – la presenza di rapporti e interessenze personali con il soggetto beneficiario.

Le verifiche avrebbero infine evidenziato come alcune spese ammesse a rendicontazione siano state successivamente ritenute non pertinenti o prive dei requisiti necessari per essere finanziate con risorse pubbliche, contribuendo così alla contestazione del danno erariale.

Il procedimento prosegue ora nella fase delle controdeduzioni, in attesa delle valutazioni definitive della magistratura contabile.

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