Celle nel degrado a Poggioreale: convivono in 8 o 10

La situazione in Campania viene definita particolarmente critica

A cura di Redazione
25 maggio 2026 23:00
Celle nel degrado a Poggioreale: convivono in 8 o 10 -
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Le carceri italiane continuano a fare i conti con un grave problema di sovraffollamento. Al 31 dicembre 2025 i detenuti presenti negli istituti penitenziari erano 63.499, a fronte di una capienza regolamentare di 51.277 posti e di appena 46.124 posti effettivamente disponibili. Il tasso medio nazionale di affollamento ha così raggiunto il 138,5%. I dati emergono dalla Relazione annuale 2025 presentata al Tribunale di Napoli dal Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà, Samuele Ciambriello, nel corso di un incontro organizzato presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli.

La situazione in Campania viene definita particolarmente critica. Ad aprile 2026 nelle carceri regionali risultavano presenti 8.016 detenuti rispetto ai 6.173 posti regolamentari disponibili. Tra loro anche 412 donne e 956 stranieri. Nell’Icam di Lauro sono inoltre presenti cinque madri detenute con sette figli al seguito.

Secondo il rapporto, oltre la metà dei detenuti campani — il 51,11% — deve scontare una pena residua compresa tra zero e tre anni. Un dato che, secondo il Garante, evidenzia la possibilità di alleggerire sensibilmente la pressione sugli istituti attraverso un maggiore utilizzo delle misure alternative alla detenzione.

Tra le strutture più in difficoltà c’è il carcere di Poggioreale, indicato come il più sovraffollato d’Italia: 2.264 detenuti presenti a fronte di 1.616 posti regolamentari e solo 1.341 realmente disponibili, con un indice di affollamento pari al 169%. Critica anche la situazione del carcere di Secondigliano, dove il tasso supera il 142%, con 1.578 detenuti per 1.111 posti.

Il report evidenzia inoltre carenze di organico nella polizia penitenziaria. In Campania la pianta organica prevede 3.706 agenti, ma quelli effettivamente in servizio sono 3.265. Problemi anche nei nuclei addetti alle traduzioni dei detenuti: ogni settimana, tra Poggioreale e Secondigliano, saltano mediamente dalle 50 alle 60 traduzioni.

“I dati impongono una riflessione profonda”, ha dichiarato Ciambriello, sottolineando la necessità di investimenti strutturali sulle misure alternative, sulla salute mentale, sul contrasto alle tossicodipendenze e sul rafforzamento dei servizi sociosanitari all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari.

Nel corso dell’incontro è intervenuta anche la presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, Patrizia Mirra, che ha evidenziato la necessità di potenziare il personale sanitario negli istituti e di creare una rete di supporto esterna per i detenuti dopo la scarcerazione. “Senza sostegno abitativo, sanitario, rieducativo e formativo — ha spiegato — il reinserimento sociale diventa difficile e il rischio di recidiva aumenta”.

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