Bracciante agricolo ucciso da babygang, l'autore ha 15 anni
Per l’omicidio sono stati eseguiti cinque fermi: quattro disposti dalla Procura per i minorenni e uno dalla procura ordinaria
Sarebbe stato un ragazzo di appena 15 anni, che compirà 16 anni nei prossimi giorni, a colpire mortalmente Bakari Sako durante l’aggressione avvenuta all’alba di sabato scorso nella città vecchia di Taranto. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 35enne originario del Mali sarebbe stato accerchiato in piazza Fontana da un gruppo di cinque giovani. Dopo una prima aggressione fatta di pugni e spintoni, l’uomo avrebbe tentato di fuggire, ma sarebbe stato inseguito e raggiunto da diversi fendenti all’addome e al torace inferti con un’arma da taglio, probabilmente un coltello o un cacciavite.
Per l’omicidio sono stati eseguiti cinque fermi: quattro disposti dalla Procura per i minorenni e uno dalla procura ordinaria. L’unico maggiorenne coinvolto è Fabio Sale, 20 anni. Gli altri quattro fermati hanno tra i 15 e i 16 anni.
Nel provvedimento di fermo si evidenzia come il gruppo avrebbe prima circondato la vittima per poi inseguirla durante il tentativo di fuga. Sarebbe stato il 15enne a colpire Bakari Sako con tre fendenti risultati fatali.
Le ultime immagini della vittima, diffuse dal TG1, mostrano il 35enne mentre raggiunge in bicicletta la piazza dove avrebbe poi trovato la morte.
Bakari Sako lascia nel suo Paese d’origine due mogli, entrambe in gravidanza. A Taranto è arrivato dalla Spagna anche il fratello minore della vittima, Souleymane Sako, che sui social ha definito quanto accaduto “la separazione più dolorosa”.
Ad accompagnarlo dall’aeroporto è stata Caterina Contegiacomo, volontaria di Mediterranea Saving Humans, la stessa che aveva comunicato alla famiglia la notizia dell’omicidio.
Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio della vicenda e le responsabilità dei giovani coinvolti nell’aggressione mortale.