Bar gestito solo da disabili: è pronto terzo tempo

L’iniziativa nasce dall’esperienza della La Bottega dei Semplici Pensieri

A cura di Redazione
15 maggio 2026 17:00
Bar gestito solo da disabili: è pronto terzo tempo -
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Un nuovo modello di inclusione sociale e lavorativa prende forma a Napoli con l’inaugurazione di “Terzo Tempo”, il primo bar gestito da persone con disabilità all’interno di una scuola pubblica italiana. Il progetto sarà presentato ufficialmente il prossimo 19 maggio alle ore 11 presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Francesco Saverio Nitti”, in viale Kennedy, nel quartiere Fuorigrotta. L’iniziativa nasce dall’esperienza della La Bottega dei Semplici Pensieri, associazione fondata a Quarto nel 2012 e impegnata nella formazione professionale di giovani con sindrome di Down e lievi disabilità cognitive.

“Terzo Tempo” rappresenta il punto di arrivo di un percorso avviato quasi quindici anni fa con l’obiettivo di trasformare la formazione in occupazione reale e l’inclusione in autonomia concreta. Oggi l’associazione segue oltre trenta giovani inseriti in attività professionali autentiche che spaziano dalla cucina all’agricoltura sociale, dall’accoglienza alla produzione artigianale, fino al servizio bar.

La sede operativa della Bottega si trova a Casa Mehari, bene confiscato alla criminalità organizzata e trasformato in presidio di legalità, inclusione e lavoro.

Il nuovo bar scolastico rappresenta il terzo capitolo di questo percorso. Il primo risale al 2016 con la nascita del Kè Bar nella Multicenter School di Pozzuoli, esperienza di formazione permanente in cui i ragazzi hanno imparato competenze legate alla gestione del banco, alla preparazione delle bevande e al rapporto con il pubblico.

Da quella esperienza è nato successivamente “Brindisi Solidale”, definito come il primo street bar itinerante d’Italia gestito da persone con disabilità: un’ApeCar attrezzata che porta il servizio in eventi pubblici, cerimonie e manifestazioni.

Con “Terzo Tempo” si compie ora un ulteriore passo avanti: un’impresa sociale stabile all’interno di una scuola pubblica. Il nome richiama il tradizionale “terzo tempo” del rugby, momento simbolico di incontro e condivisione dopo la partita, ma rappresenta anche il terzo passaggio di una storia costruita sul lavoro e sull’inclusione.

Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda proprio il ruolo dei giovani coinvolti: dietro il bancone non ci saranno volontari o tirocinanti, ma lavoratori regolarmente assunti, con contratto e retribuzione. Una scelta che punta a superare la logica assistenziale per affermare concretamente il diritto al lavoro e all’autonomia delle persone con disabilità.

Il progetto è stato realizzato grazie a un protocollo d’intesa tra la Bottega dei Semplici Pensieri, l’Istituto Nitti e la Città Metropolitana di Napoli, con il contributo della Fondazione Prosolidar.

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