Quattro spari contro un minorenne, arrestati tre ragazzini

alla base dell’agguato ci sarebbe stata una lite scoppiata poco prima all’interno del locale

A cura di Redazione
01 aprile 2026 14:00
Quattro spari contro un minorenne, arrestati tre ragazzini -
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Svolta nelle indagini sul tentato omicidio avvenuto nei mesi scorsi all’esterno di una discoteca nel quartiere Agnano, a Napoli. Nella serata di ieri la polizia ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di due maggiorenni e di un minorenne, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di tentato omicidio e porto abusivo di arma in luogo pubblico, con l’aggravante del metodo mafioso.

Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura per i Minorenni, entrambe coinvolte nel coordinamento dell’inchiesta.

L’episodio risale allo scorso 2 novembre, quando un giovane fu ferito da diversi colpi d’arma da fuoco — due al torace e altri alla gamba — al termine di una serata in discoteca. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alla base dell’agguato ci sarebbe stata una lite scoppiata poco prima all’interno del locale.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, sezione criminalità organizzata, hanno permesso di ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti. Fondamentale è stato il contributo delle immagini di videosorveglianza, sia nella zona dell’aggressione sia lungo il percorso seguito durante la fuga.

In base agli elementi raccolti, uno degli indagati avrebbe aperto il fuoco all’uscita della discoteca, esplodendo diversi colpi contro la vittima. Subito dopo si sarebbe dato alla fuga a bordo di un’auto a noleggio, guidata da un complice maggiorenne. Il terzo coinvolto, minorenne, avrebbe avuto un ruolo di supporto, agevolando la fuga aprendo la portiera del veicolo nelle concitate fasi successive all’agguato.

Gli inquirenti ritengono che le modalità dell’azione, per organizzazione e dinamica, siano riconducibili a contesti di criminalità organizzata, da cui l’aggravante contestata.

Le misure eseguite si inseriscono nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva e potranno impugnare i provvedimenti adottati nei loro confronti.

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