Omicidio di Fabio, in un video il momento dello sparo

L’orario degli eventi è stato ricostruito attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza del bar

A cura di Redazione
14 aprile 2026 16:00
Omicidio di Fabio, in un video il momento dello sparo -
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Nel decreto di fermo firmato dal pm Sergio Raimondi e dal procuratore aggiunto Sergio Amato viene evidenziata una “generale reticenza” e la presenza di dichiarazioni contraddittorie o divergenti, soprattutto riguardo al punto esatto in cui si sarebbe verificato il ferimento mortale di Fabio Ascione, avvenuto nel quartiere Ponticelli di Napoli.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il principale indagato, Francesco Pio Autiero, sarebbe coinvolto in una sequenza di eventi avvenuti all’alba del 7 aprile nei pressi del bar Lively. Prima dell’omicidio, il 23enne – legato per parentela e contiguità al clan De Micco – avrebbe preso parte a un conflitto a fuoco mentre si trovava a bordo di uno scooter insieme a un minorenne, esplodendo diversi colpi contro una Volkswagen Tiguan con a bordo presunti appartenenti a un gruppo rivale.

Pochi minuti dopo, sempre secondo la ricostruzione investigativa, lo stesso Autiero si sarebbe trovato nei pressi di via Carlo Miranda quando sarebbe partito accidentalmente un colpo dalla pistola che aveva ancora in canna, colpendo mortalmente il 20enne.

L’orario degli eventi è stato ricostruito attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza del bar, che collocano il conflitto a fuoco alle 5.04. Alle 5.10 è arrivata la prima segnalazione alle forze dell’ordine per colpi d’arma da fuoco nella zona, mentre poco dopo il giovane è stato accompagnato all’ospedale Villa Betania, dove è stato dichiarato deceduto alle 6.50.

Gli inquirenti sottolineano inoltre che, nelle prime fasi delle indagini, nessuno degli ascoltati avrebbe fornito elementi immediatamente utili a chiarire la dinamica dei fatti. Per questo motivo, già nel pomeriggio del 7 aprile, è stato disposto un decreto d’urgenza per intercettazioni telefoniche e ambientali su più soggetti presenti nell’area.

Nel corso dei sopralluoghi in via Rossi Doria non sono stati rinvenuti bossoli o tracce ematiche utili alle indagini, ma sono stati comunque sequestrati oggetti e materiali per analisi biologiche. Solo successivamente, grazie anche alle testimonianze raccolte e al lavoro investigativo, gli inquirenti hanno ricostruito una versione più completa della vicenda, che ha portato al fermo del ventitreenne, poi successivamente consegnatosi.

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