Omicidio Cerciello Rega, 11 anni al secondo americano

Diverso il percorso giudiziario del coimputato Finnegan Lee Elder, autore materiale dell’aggressione, già condannato in via definitiva a una pena più severa

A cura di Redazione
11 aprile 2026 11:00
Omicidio Cerciello Rega, 11 anni al secondo americano -
Condividi

Si conclude dopo anni di processi e ribaltamenti giudiziari uno dei casi di cronaca nera più sconvolgenti avvenuti nella Capitale negli ultimi anni: l’uccisione del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, di Somma Vesuviana, assassinato nel 2019 nel quartiere Prati. La Corte di Cassazione ha emesso la sentenza definitiva nei confronti di Gabriel Christian Natale Hjorth, riconosciuto responsabile a titolo di concorso anomalo nell’omicidio. Per lui è stata stabilita una pena di poco superiore ai dieci anni, con conseguente ritorno in carcere dopo il periodo trascorso agli arresti domiciliari.

Diverso il percorso giudiziario del coimputato Finnegan Lee Elder, autore materiale dell’aggressione, già condannato in via definitiva a una pena più severa. Nel corso degli anni, le sentenze hanno subito più revisioni: dalla condanna iniziale all’ergastolo si è passati a pene progressivamente ridotte nei vari gradi di giudizio, fino alla definizione attuale.

Il lungo iter processuale ha più volte riaperto il dolore dei familiari della vittima, segnati da una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica. Anche le recenti decisioni hanno suscitato reazioni, soprattutto per le ulteriori riduzioni di pena concesse nel tempo.

Secondo la ricostruzione accolta dai giudici, la responsabilità di Hjorth è stata ridimensionata rispetto alle prime valutazioni: pur essendo consapevole della presenza di un’arma in possesso dell’amico, non avrebbe previsto l’escalation violenta che portò all’omicidio. Una distinzione giuridica che ha inciso in maniera significativa sulla quantificazione della pena.

I fatti risalgono alla notte tra il 25 e il 26 luglio 2019, quando due giovani turisti americani, dopo un tentativo fallito di acquisto di droga, si trovarono coinvolti in una spirale di eventi culminata nell’aggressione mortale. All’appuntamento organizzato per recuperare un oggetto sottratto, si presentarono due carabinieri in borghese. Ne nacque uno scontro improvviso e violento, durante il quale il militare venne colpito ripetutamente con un coltello.

La sentenza della Cassazione chiude definitivamente il capitolo giudiziario, ma lascia aperto il segno profondo di una vicenda che resta tra le più drammatiche della cronaca recente italiana.

Segui il Fatto Vesuviano