Non solo Spagna, i soldi della camorra riciclati anche a Dubai

Al centro del sistema figurano compravendite simulate di immobili di lusso e trasferimenti di denaro tra Italia, Spagna e Dubai

A cura di Redazione
01 aprile 2026 21:00
Non solo Spagna, i soldi della camorra riciclati anche a Dubai -
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Un sistema articolato di operazioni immobiliari fittizie e complesse triangolazioni finanziarie internazionali: è questo lo scenario ricostruito dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dei Carabinieri, che hanno acceso i riflettori sulle attività del clan Zagaria, espressione dell’ala più imprenditoriale del clan dei Casalesi.

Secondo gli inquirenti, il sodalizio avrebbe messo in piedi un meccanismo collaudato per il riciclaggio dei proventi illeciti, provenienti da estorsioni, usura, traffico e spaccio di droga, oltre che dall’infiltrazione negli appalti pubblici. Al centro del sistema figurano compravendite simulate di immobili di lusso e trasferimenti di denaro tra Italia, Spagna e Dubai, utilizzati per ripulire capitali e reinvestirli in attività apparentemente lecite.

Tra i protagonisti emerge la figura di Capaldo, nipote del boss Michele Zagaria, detto “capa storta”, considerato dagli investigatori una sorta di referente estero degli interessi economici del clan. Sarebbe stato lui a gestire diverse operazioni, muovendosi tra la penisola iberica e gli Emirati Arabi, con l’obiettivo di consolidare e diversificare gli investimenti.

Le indagini, condotte dal Comando provinciale dei Carabinieri di Caserta e dal Ros di Napoli, hanno portato il 30 marzo scorso all’esecuzione di 23 misure cautelari. Tra gli arrestati figurano anche Carmine e Antonio Zagaria, fratelli del boss e ritenuti ai vertici del clan, oltre allo stesso Capaldo, figlio di Beatrice Zagaria.

Gli investigatori hanno in particolare ricostruito una presunta compravendita fittizia relativa a un immobile di lusso a Dubai, del valore di circa 560mila euro. L’operazione, risalente tra dicembre 2022 e i primi mesi del 2023, sarebbe stata utilizzata come strumento per movimentare e schermare ingenti somme di denaro di provenienza illecita.

Capaldo, già condannato in passato come esponente di spicco del clan e scarcerato nel 2019 al termine della pena, si era nel frattempo trasferito a Tenerife, dove aveva avviato alcune attività commerciali. Secondo gli inquirenti, anche queste iniziative sarebbero state alimentate dai capitali accumulati attraverso le attività criminali del clan.

L’inchiesta conferma ancora una volta la capacità delle organizzazioni camorristiche di adattarsi ai contesti internazionali, sfruttando strumenti finanziari e operazioni economiche sempre più sofisticate per occultare e reinvestire i propri profitti.

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