Nascite, arriva un nuovo crollo

il numero dei decessi resta sostanzialmente stabile, attestandosi intorno alle 652mila unità

A cura di Redazione
01 aprile 2026 13:00
Nascite, arriva un nuovo crollo -
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L’Italia continua a fare i conti con un progressivo calo demografico, segnato da meno nascite, famiglie sempre più piccole e un invecchiamento costante della popolazione. È quanto emerge dal bilancio demografico 2025 diffuso dall’Istat, che fotografa una situazione ormai strutturale.

Nel corso del 2025 i nuovi nati sono stati 355mila, in diminuzione del 3,9% rispetto all’anno precedente. Un dato che porta il numero medio di figli per donna a 1,14, ben lontano dalla soglia necessaria per garantire il ricambio generazionale. Si tratta di un trend consolidato che non riguarda solo l’Italia, ma che nel nostro Paese assume dimensioni particolarmente marcate.

A fronte del calo delle nascite, il numero dei decessi resta sostanzialmente stabile, attestandosi intorno alle 652mila unità. Il risultato è un saldo naturale fortemente negativo, con una perdita di circa 296mila persone. Una dinamica che incide direttamente sulla struttura della popolazione.

Al 1° gennaio 2026, i residenti in Italia restano poco sotto i 59 milioni, ma questa apparente stabilità è garantita esclusivamente dai flussi migratori. Cresce infatti il numero dei cittadini stranieri, che raggiunge quota 5 milioni e 560mila, mentre diminuisce quello degli italiani. Anche sul piano territoriale emergono differenze: il Nord registra un lieve incremento demografico, mentre nel Sud il calo continua senza interruzioni.

Parallelamente cambia anche il modello familiare. Su 26,6 milioni di famiglie censite nel biennio 2024-2025, le più diffuse sono quelle composte da una sola persona, che rappresentano il 37,1% del totale, in netto aumento rispetto al passato. Le coppie con figli scendono al 28,4%, mentre restano stabili quelle senza figli. In crescita anche i nuclei monogenitoriali, che oggi rappresentano circa una famiglia su dieci.

La dimensione media delle famiglie continua a ridursi, passando da 2,6 componenti a 2,2. Un segnale evidente di un cambiamento sociale profondo, che riflette nuove abitudini, difficoltà economiche e trasformazioni culturali.

In calo anche i matrimoni: nel 2025 ne sono stati celebrati circa 165mila, con una flessione più marcata per quelli religiosi, diminuiti dell’11,7%. Un dato che conferma una progressiva trasformazione delle scelte di vita delle coppie.

Sul fronte della longevità, l’Italia si conferma comunque tra i Paesi più “anziani” d’Europa. La speranza di vita raggiunge gli 81,7 anni per gli uomini e gli 85,7 per le donne, mentre l’età media della popolazione sale a 47,1 anni. Gli over 65 rappresentano ormai il 25,1% del totale, una quota in costante aumento.

Secondo Gigi De Palo, il fenomeno va ben oltre la dimensione numerica: la crisi demografica si intreccia con aspetti sociali, economici e culturali, delineando uno scenario complesso. Il rischio, sottolinea, è quello di una società sempre più sbilanciata, in cui le nuove generazioni diventano progressivamente meno numerose.

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