Monaldi, i genitori dei bimbi cardiopatici chiedono aiuto

Oltre agli aspetti economici, le famiglie segnalano la mancanza di chiarezza sulle tempistiche e sulle modalità dei trasferimenti

A cura di Redazione
01 aprile 2026 16:30
Monaldi, i genitori dei bimbi cardiopatici chiedono aiuto -
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A Napoli cresce la preoccupazione tra le famiglie dei bambini cardiopatici in cura presso l’ospedale Monaldi. A seguito della riduzione delle attività chirurgiche complesse, molti piccoli pazienti sono stati costretti a trasferimenti verso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, con pesanti ricadute logistiche, economiche ed emotive per le famiglie.

In una nota congiunta, i genitori denunciano le difficoltà derivanti da questi spostamenti: trasferimenti improvvisi, spese di viaggio, soggiorni prolungati lontano da casa e costi quotidiani che ricadono interamente sui nuclei familiari. “Al momento non risulta previsto alcun supporto economico strutturato da parte dell’azienda sanitaria — sottolineano — lasciando le famiglie sole ad affrontare un carico insostenibile”.

Oltre agli aspetti economici, le famiglie segnalano la mancanza di chiarezza sulle tempistiche e sulle modalità dei trasferimenti, l’assenza di un accompagnamento organizzativo adeguato e le difficoltà nel gestire lavoro, altri figli e vita quotidiana lontano dalla propria città. L’impatto emotivo, già intenso per la condizione dei bambini, viene definito “devastante” in un contesto di spostamento forzato in un momento così delicato.

I genitori ricordano che in passato il reparto di cardiochirurgia del Monaldi, sotto la guida del dottor Oppido, rappresentava un’eccellenza nel Sud Italia, garantendo continuità e qualità assistenziale anche in situazioni complesse. Oggi, invece, denunciano un arretramento significativo nella capacità di gestione e risposta, che si traduce direttamente in disagi concreti per i pazienti più fragili.

Le famiglie chiedono ora il ripristino, dove possibile, delle attività chirurgiche complesse presso il Monaldi e l’attivazione urgente di misure di supporto economico per i trasferimenti, auspicando un ritorno a una gestione più vicina ai bisogni dei bambini e dei loro nuclei familiari.

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