Molestato dal prete docente di religione, vince la battaglia in tribunale
«Oggi non è soltanto una decisione giudiziaria – ha dichiarato la vittima – ma il riconoscimento di una verità rimasta a lungo in silenzio»
La Corte d’Appello di Napoli ha confermato la sentenza di primo grado che condanna un sacerdote e il Ministero dell’Istruzione al risarcimento di 324mila euro in favore di Arturo Borrelli, ex alunno che ha denunciato di aver subito abusi quando era minorenne.
I fatti risalgono alla fine degli anni ’80, quando il religioso, all’epoca insegnante di religione, avrebbe commesso gli abusi nei confronti del giovane. Sul piano penale, tuttavia, il procedimento si era concluso con l’assoluzione in primo grado e, successivamente, con la prescrizione del reato contestato.
Diverso l’esito in sede civile, dove la vicenda ha trovato un epilogo favorevole alla vittima. In questo ambito, infatti, la decorrenza dei termini di prescrizione è legata al momento in cui la persona acquisisce piena consapevolezza dell’abuso subito. Secondo quanto emerso, Borrelli avrebbe maturato tale consapevolezza solo molti anni dopo i fatti, avvenuti nel quartiere di Ponticelli.
Proprio questo elemento ha consentito al procedimento civile di arrivare a sentenza, riconoscendo il diritto al risarcimento per i danni subiti.
«Oggi non è soltanto una decisione giudiziaria – ha dichiarato la vittima – ma il riconoscimento di una verità rimasta a lungo in silenzio». Soddisfazione è stata espressa anche dal legale che ha assistito Borrelli, sottolineando l’importanza del verdetto per tutte le vittime di abusi.