"Ho informato la famiglia di Domenico", scontro tra il chirurgo e l'avvocato

Una versione che contrasta nettamente con quella della famiglia del piccolo

A cura di Redazione
05 aprile 2026 08:00
"Ho informato la famiglia di Domenico", scontro tra il chirurgo e l'avvocato -
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Un caso già drammatico sul piano umano si arricchisce ora di nuovi elementi destinati ad alimentare polemiche e possibili sviluppi giudiziari. Le dichiarazioni rilasciate dal cardiochirurgo Guido Oppido, tra gli indagati per la morte del piccolo Domenico Caliendo, rischiano infatti di aprire un ulteriore fronte legale.

Il bambino, di appena due anni e mezzo, era deceduto alla fine di febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore non andato a buon fine. Proprio il medico che ha eseguito l’intervento è intervenuto telefonicamente durante la trasmissione televisiva “Mi manda Rai Tre”, sostenendo di aver informato fin dall’inizio i familiari su quanto accaduto in sala operatoria.

Una versione che contrasta nettamente con quella della famiglia del piccolo, che ha sempre dichiarato di essere stata tenuta all’oscuro dell’esito negativo del trapianto, venendone a conoscenza soltanto in un secondo momento, attraverso gli organi di stampa.

Le parole del cardiochirurgo hanno suscitato una forte reazione, in particolare da parte della madre del bambino, Patrizia Mercolino, che ha deciso di procedere per vie legali. Attraverso il proprio legale, l’avvocato Francesco Petruzzelli, la donna ha annunciato la presentazione di una querela per diffamazione.

Il legale ha criticato duramente le affermazioni del medico, sottolineando come non sia accettabile mettere in discussione la veridicità delle dichiarazioni rese dalla famiglia né avanzare dubbi su presunte irregolarità nelle cartelle cliniche da parte di altri membri dell’équipe sanitaria. Secondo l’avvocato, si tratta di accuse gravi che meritano di essere chiarite nelle sedi opportune.

La vicenda, già oggetto di indagini per accertare eventuali responsabilità mediche, si complica dunque ulteriormente. Oltre al filone principale, legato alle cause del decesso e alla gestione dell’intervento chirurgico, si apre ora un possibile procedimento parallelo per diffamazione.

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