Esposto all'Ordine contro l'avvocato dei Caliendo
L’attenzione si concentra sulla partecipazione del legale alla trasmissione Lo stato delle cose, andata in onda lo scorso 16 marzo su Rai 3
Un esposto formale scuote il mondo forense e mediatico italiano, aprendo un nuovo fronte nel delicato caso del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo morto dopo un trapianto cardiaco non riuscito. Al centro della vicenda, stavolta, non ci sono solo le responsabilità sanitarie, ma anche quelle legate alla comunicazione pubblica e al rispetto delle regole deontologiche.
La segnalazione è stata presentata all’Ordine degli Avvocati e chiama in causa l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino. Nel documento si chiede di valutare l’eventuale apertura di un procedimento disciplinare nei suoi confronti, ipotizzando violazioni del Codice Deontologico Forense e persino profili di rilevanza penale.
L’attenzione si concentra sulla partecipazione del legale alla trasmissione Lo stato delle cose, andata in onda lo scorso 16 marzo su Rai 3 e condotta dal giornalista Massimo Giletti. Durante la puntata, dedicata proprio alla morte del piccolo, sarebbero stati mostrati documenti clinici e materiali ritenuti sensibili, utilizzati – secondo quanto riportato nell’esposto – per sostenere una tesi accusatoria nei confronti del cardiochirurgo coinvolto.
Nel mirino delle contestazioni finisce infatti la posizione del medico Guido Oppido, già indagato dalla Procura di Napoli per omicidio colposo insieme ad altri sanitari e accusato anche di presunte irregolarità nella documentazione clinica. L’esposto sottolinea come, nel corso della trasmissione, il professionista sia stato di fatto presentato come colpevole prima di qualsiasi accertamento giudiziario definitivo e in assenza di un contraddittorio tecnico-scientifico.
Secondo l’autore della segnalazione, vi sarebbe il sospetto che la documentazione trasmessa in televisione sia giunta alla redazione proprio tramite il legale della famiglia. Da qui l’ipotesi di violazioni che spaziano dalla diffamazione aggravata alla pubblicazione arbitraria di atti coperti da segreto, fino alla rivelazione di informazioni riservate relative a un procedimento penale in corso.
L’esposto è stato inviato anche alla RAI, al Garante per la protezione dei dati personali e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, oltre che alla stessa Procura partenopea per le eventuali valutazioni di natura penale.
Dal canto suo, l’avvocato Petruzzi ha respinto implicitamente le accuse, ricordando che durante la trasmissione il conduttore aveva dichiarato di aver acquisito autonomamente i documenti, aggiungendo che lo stesso legale sarebbe rimasto sorpreso dal loro contenuto.
Intanto resta al centro della vicenda il drammatico percorso clinico del piccolo Domenico. Il trapianto, eseguito il 23 dicembre presso l’Ospedale Monaldi, sarebbe stato compromesso da un danno subito dall’organo durante il trasporto. Nonostante ciò, l’intervento fu portato avanti e il bambino sopravvisse per quasi due mesi grazie al supporto ECMO, in attesa di un nuovo cuore che non arrivò mai. Le complicazioni sopraggiunte nel tempo hanno poi condotto al tragico epilogo.