Auto rubata circolava con targa e telaio falsificati
Al centro dell’operazione una Peugeot 3008 di colore nero, modello molto diffuso e apprezzato sul mercato
Un’auto apparentemente come tante, ma in realtà completamente trasformata per sfuggire ai controlli. Targhe sostituite, numero di telaio alterato e un’identità costruita ad arte: è così che un suv è riuscito a circolare indisturbato per le strade di Napoli, almeno fino all’intervento delle forze dell’ordine.
A fermare quella corsa è stata la Polizia Metropolitana di Napoli, che ha scoperto il sofisticato sistema di falsificazione messo in atto per “ripulire” il veicolo. Alla guida, un uomo già noto alle autorità, con precedenti specifici legati al traffico di sostanze stupefacenti, elemento che ha ulteriormente rafforzato i sospetti degli investigatori.
Al centro dell’operazione una Peugeot 3008 di colore nero, modello molto diffuso e apprezzato sul mercato, il cui valore si aggira intorno ai 40mila euro. Proprio la sua ampia diffusione la rende un mezzo ideale per passare inosservati, soprattutto quando viene abilmente “camuffato” attraverso tecniche illegali.
Gli agenti erano già da tempo sulle tracce del veicolo. L’indagine, portata avanti dal NISA, ha previsto un’attenta attività di monitoraggio. Grazie all’utilizzo delle telecamere del sistema di sorveglianza urbano, gli investigatori sono riusciti a ricostruire gli spostamenti dell’auto, seguendone i movimenti in diverse zone della città.
Non solo tecnologia, ma anche lavoro sul campo: servizi di appostamento e osservazione hanno permesso di individuare il momento più sicuro per intervenire. Il fermo è avvenuto nella zona ospedaliera, dove gli agenti hanno potuto procedere al controllo senza mettere a rischio la sicurezza pubblica.
Ed è proprio durante le verifiche che sono emersi i dettagli più rilevanti. Le targhe montate sul veicolo risultavano contraffatte, mentre il numero di telaio originale era stato cancellato e sostituito con una nuova sequenza numerica. Un’operazione complessa, che richiede competenze specifiche e che lascia ipotizzare l’esistenza di una rete organizzata dietro il fenomeno.
Questo tipo di intervento, noto nel gergo criminale come “pezzotto”, consente di reimmettere sul mercato veicoli rubati, rendendoli difficilmente identificabili nei controlli superficiali. Si tratta di un sistema ben strutturato, spesso collegato a traffici più ampi che includono furti, riciclaggio e ricettazione.
L’auto è stata immediatamente sequestrata, ma il lavoro degli investigatori non si ferma qui. Per risalire alla sua reale provenienza sarà necessario un approfondito lavoro tecnico: recuperare gli identificativi originali e ricostruire l’intera storia del veicolo. Non si esclude che il percorso dell’auto possa avere origini anche fuori dai confini italiani, elemento che renderebbe il caso ancora più complesso.