Villa abusiva del boss, parte la demolizione
La struttura, realizzata senza alcuna autorizzazione edilizia, occupava una superficie di circa 550 metri
A Napoli è partita questa mattina l’operazione di demolizione di una villa abusiva nel Rione San Francesco, ultimo edificio irregolare ancora presente nell’area. L’intervento è stato avviato da Acer Campania nell’ambito di un più ampio piano di riqualificazione urbana.
Secondo quanto riferito dal sottotenente Vincenzo Pagano, l’immobile era riconducibile alla famiglia Botta, ritenuta vicina al cartello Licciardi-Contini-Mallardo, parte dell’Alleanza di Secondigliano. La stessa famiglia è stata recentemente coinvolta in un’inchiesta su presunte infiltrazioni nella gestione dell’Ospedale San Giovanni Bosco.
La struttura, realizzata senza alcuna autorizzazione edilizia, occupava una superficie di circa 550 metri quadrati ed era organizzata come una villa con corte interna, spazi esterni a giardino e ambienti arredati in modo vistoso. All’interno sono stati rinvenuti anche oggetti simbolici legati all’ambiente criminale, tra cui un attestato ironicamente definito “miglior boss del mondo”.
L’abbattimento rappresenta il risultato di un lungo percorso istituzionale che ha coinvolto diverse autorità, tra cui il Ministero dell'Interno, la Prefettura di Napoli, la Questura di Napoli, la Procura della Repubblica, la Regione Campania e il Comune di Napoli, che hanno collaborato per garantire l’esecuzione dell’ordine di demolizione in condizioni di sicurezza.
Il presidente di Acer Campania, David Lebro, ha sottolineato come l’intervento rappresenti un segnale concreto di ripristino della legalità e di collaborazione tra istituzioni per il controllo del territorio.
Alle operazioni erano presenti, tra gli altri, il prefetto Michele di Bari, il magistrato Antonio Ricci, l’assessora regionale Claudia Pecoraro, la vicesindaca Laura Lieto, l’assessore Antonio De Iesu e il comandante della Polizia Municipale Ciro Esposito.
L’operazione odierna conclude un intervento più ampio che ha riguardato complessivamente 12 edifici, per un totale di 288 alloggi e altrettante famiglie coinvolte. Il progetto ha subito modifiche nel corso dell’attuazione: tre fabbricati sono stati demoliti secondo il piano iniziale, altri tre abbattuti e ricostruiti per criticità strutturali, mentre sei sono stati oggetto di ristrutturazione. Sono inoltre in fase di realizzazione due nuovi edifici, destinati a completare la riorganizzazione urbanistica del quartiere.