Viene costretto a prelevare 13mila euro in due mesi
il ragazzo è stato sottoposto a continue pressioni e minacce, fino a essere costretto a svuotare progressivamente il buono fruttifero
Condanne pesanti per un caso di estorsione aggravata ai danni di un giovane di Caposele, costretto a consegnare in meno di due mesi circa 13mila euro, prelevati da un buono fruttifero lasciatogli dal padre scomparso quando aveva solo sei anni.
Il Tribunale di Avellino ha inflitto in primo grado pene severe ai tre imputati. Alessio Goman, 24enne di Lioni, è stato condannato a nove anni e sei mesi di reclusione, oltre a una multa di 7mila euro e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il complice Gaetano Perna, 45 anni, dovrà scontare tre anni, nove mesi e quindici giorni di carcere e pagare una sanzione di 1.550 euro, con interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Stessa durata dell’interdizione per Sara Aboussakkine, compagna di Goman, condannata a tre anni e quattro mesi di reclusione e a una multa di mille euro. I tre, difesi dall’avvocato Salvatore Rosania, sono stati inoltre condannati al pagamento delle spese processuali.
La vicenda
Il giovane, costituitosi parte civile con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe Palmieri, dovrà essere risarcito con 20mila euro, oltre agli interessi. La sentenza è stata emessa dal collegio presieduto dal giudice Sonia Matarazzo, con a latere Michela Eligiato e Maria Rega.
Secondo quanto ricostruito in sede processuale, il ragazzo è stato sottoposto a continue pressioni e minacce, fino a essere costretto a svuotare progressivamente il buono fruttifero ereditato dal padre. Le intimidazioni includevano anche minacce rivolte ai familiari, in particolare alla madre e al fratello.
L’episodio più grave risale al 29 marzo 2025, quando Goman avrebbe inseguito il giovane all’interno di un bar della frazione Materdomini, impugnando una pistola. A quel punto la vittima ha deciso di denunciare tutto alle autorità.
Le indagini
Le indagini hanno permesso di ricostruire un’escalation di richieste di denaro, iniziata dopo un episodio apparentemente banale: il giovane si era rivolto a un conoscente, vicino a Goman, chiedendo informazioni per acquistare una pistola per scherzo. Da lì sarebbero partite le pretese economiche, diventate via via sempre più pressanti.
Determinante è stato anche il contributo della donna, che secondo gli inquirenti avrebbe partecipato attivamente alla vicenda. In particolare, il primo episodio estorsivo documentato risale al 28 marzo 2025, quando la vittima consegnò circa 800 euro. In quell’occasione, Sara Aboussakkine avrebbe accompagnato il giovane in auto fino al luogo del prelievo.
Gli investigatori sono riusciti a identificare i responsabili anche attraverso l’analisi dei flussi di denaro su conti riconducibili a terzi e grazie all’incrocio dei dati con le immagini dei sistemi di videosorveglianza.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni.