Spuntano 14 nuovi casi di epatite: altri segnalati ad Avellino, nel Lazio e in Calabria

La SIMIT, attraverso la presidente Cristina Mussini, ha richiamato l’attenzione sull’aumento dei casi registrato nelle ultime settimane a livello nazionale

A cura di Redazione
20 marzo 2026 20:30
Spuntano 14 nuovi casi di epatite: altri segnalati ad Avellino, nel Lazio e in Calabria -
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Continuano a crescere i casi di Epatite A in Campania. Nelle ultime ore sono stati registrati circa 14 nuovi contagi, mentre i pazienti attualmente ricoverati nei reparti di degenza dell’Ospedale Cotugno sono 50.

Al momento, secondo quanto riferito dai medici, le condizioni cliniche dei ricoverati non destano particolare preoccupazione.

Come si trasmette il virus

Gli specialisti ricordano che l’epatite A si contrae principalmente attraverso alimenti o acqua contaminati, oppure tramite contatto con mani infette.

Per ridurre il rischio di contagio è fondamentale:

lavare sempre le mani con acqua e sapone dopo l’uso del bagno e prima di cucinare o mangiare;

evitare il consumo di frutti di mare crudi;

preferire alimenti ben cotti, soprattutto in questa fase;

valutare la vaccinazione, efficace strumento di prevenzione.

In presenza di sintomi come nausea, forte stanchezza o colorazione giallastra di pelle e occhi, è necessario rivolgersi tempestivamente al proprio medico.

Nuovi casi anche in Irpinia

Tre ulteriori casi sono stati segnalati dall’ASL Avellino nella provincia irpina. I pazienti, residenti tra Avellino, Frigento e Monteforte Irpino, sono attualmente sotto stretta osservazione.

L’azienda sanitaria ha diffuso un’informativa con le principali norme igienico-sanitarie da seguire per prevenire ulteriori contagi.

Allerta nazionale e focolaio in Campania

La SIMIT, attraverso la presidente Cristina Mussini, ha richiamato l’attenzione sull’aumento dei casi registrato nelle ultime settimane a livello nazionale.

Il focolaio principale resta concentrato in Campania, ma segnalazioni arrivano anche da Lazio, dal nord della Calabria e da altre aree del Paese.

Nella regione, le autorità hanno attivato protocolli di monitoraggio stringenti. Tra le misure più rilevanti c’è l’ordinanza firmata dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che vieta il consumo di frutti di mare crudi.

Le possibili cause del focolaio

Secondo gli esperti, l’origine del contagio potrebbe essere legata anche ai fenomeni meteorologici estremi dei mesi scorsi. Le forti piogge invernali avrebbero provocato esondazioni e contaminazioni fecali in alcune aree marine, con conseguente presenza del virus in diversi lotti di mitili.

Tuttavia, il quadro appare complesso: non tutti i pazienti dichiarano di aver consumato molluschi crudi, facendo ipotizzare anche una trasmissione interumana e una diffusione legata al mancato rispetto delle norme igieniche.

Le raccomandazioni degli esperti

Secondo Giampiero D'Offizi dell’INMI Spallanzani, è fondamentale:

evitare frutti di mare crudi;

cuocere adeguatamente pesce e molluschi;

lavare accuratamente frutta e verdura;

mantenere un’igiene rigorosa delle mani.

L’acqua potabile, precisano gli esperti, non rappresenta un rischio grazie ai sistemi di controllo.

Infine, come sottolinea Ivan Gentile dell’Università Federico II di Napoli, la vaccinazione contro l’epatite A resta uno strumento sicuro ed efficace per prevenire l’infezione, limitare la diffusione dei focolai e proteggere le persone più vulnerabili.

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