Sigarette di contrabbando, spunta la mafia curda

Dalle prime ore dell’alba, oltre 100 agenti sono stati impegnati in una vasta operazione

A cura di Redazione
24 marzo 2026 11:30
Sigarette di contrabbando, spunta la mafia curda -
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Un’articolata indagine internazionale contro il contrabbando di sigarette ha portato a perquisizioni e arresti in diverse città italiane ed europee. L’operazione, denominata “Borotalco” e coordinata dalla Procura Europea con sede a Torino, è partita dal monitoraggio dei container in arrivo nel porto di Genova, sviluppandosi per oltre un anno.

Le investigazioni hanno permesso di ricostruire l’attività di una rete criminale transnazionale con base operativa nel Regno Unito e ramificazioni tra Europa, Asia e Africa. Al vertice dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, vi sarebbero soggetti riconducibili alla cosiddetta mafia curda, legati al gruppo noto come Bombacilar, conosciuto anche come Hackney Bombers.

Dalle prime ore dell’alba, oltre 100 agenti sono stati impegnati in una vasta operazione che ha coinvolto, in Italia, le città di Genova, Milano, Segrate, La Spezia, Trieste, Bosco Marengo e Napoli, oltre ad attività all’estero in collaborazione con le forze di polizia di Polonia, Francia e Svizzera.

Le indagini hanno evidenziato una struttura organizzata capace di operare su più rotte marittime per aggirare i controlli doganali. Il gruppo si avvaleva di persone esperte nelle procedure portuali per facilitare il transito dei container contenenti tabacchi lavorati esteri. Le sigarette venivano acquistate direttamente presso stabilimenti situati in Armenia, negli Emirati Arabi Uniti e in Spagna.

Per occultare i profitti illeciti, l’organizzazione utilizzava sistemi di pagamento basati su criptovalute, rendendo più complessa la tracciabilità dei flussi finanziari e l’eventuale sequestro dei fondi.

L’operazione ha portato all’arresto di cinque persone, mentre le attività di contrasto hanno consentito il sequestro di circa 32 tonnellate di sigarette illegali tra il porto di Genova e altri scali europei. Il danno economico stimato, legato al mancato pagamento dei diritti doganali, supera gli 8 milioni di euro.

Le indagini proseguono per individuare eventuali ulteriori responsabilità e per ricostruire nel dettaglio l’intera rete di traffici illeciti.

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