"Salgo e ti ammazzo", lei è incinta di otto mesi
il compagno ha iniziato a inviarle messaggi minacciosi tramite cellulare
Una storia di paura, minacce e violenze che va avanti da circa due anni si è conclusa grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine. Protagonista è una trentenne romana, vittima di una relazione tormentata, segnata da gelosie ossessive e aggressioni fisiche sempre più gravi. Nonostante fosse incinta di otto mesi, l’uomo continuava a picchiarla e minacciarla quotidianamente, arrivando persino a rivolgersi con parole terribili davanti ai due figli della coppia, di cinque e otto anni: «Mi tradisci, io ti ammazzo», ripeteva senza sosta.
La fuga e la richiesta d’aiuto
Negli ultimi giorni, la donna aveva deciso di trasferirsi temporaneamente a casa della madre insieme ai bambini, nella zona di Torrevecchia, nella speranza di trovare un po’ di sicurezza. Ma anche lì la pace è stata solo apparente. Sabato scorso, il compagno ha iniziato a inviarle messaggi minacciosi tramite cellulare: «Ti ammazzo», ha scritto ripetutamente. Di fronte al silenzio della vittima, l’uomo si è recato sotto l’abitazione della suocera, urlando e citofonando insistentemente: «Ora salgo e facciamo i conti».
Spaventata per la propria incolumità e per quella dei figli, la trentenne ha contattato immediatamente il 112. Gli agenti sono arrivati sul posto in pochi minuti e hanno trovato l’uomo ancora davanti al palazzo, sempre più agitato. Un gruppo di agenti lo ha allontanato, mentre un altro si è occupato di mettere in sicurezza la donna e i bambini, ascoltandola attentamente e rassicurandola.
Il racconto della vittima
«All’inizio sembrava cambiato, non avevamo problemi», ha spiegato la donna agli agenti. «Poi è stato licenziato e l’incubo è ricominciato. È convinto che lo tradisca, è paranoico». Con il cuore in gola e tra le lacrime, ha raccontato come le aggressioni fossero diventate più frequenti e violente nell’ultimo mese. La scorsa settimana, l’uomo aveva persino rotto il suo telefono durante un litigio.
Nonostante la paura, la donna non aveva mai denunciato l’uomo fino a quel momento, sperando che la situazione potesse cambiare. Ma il ritorno a casa della madre non ha placato la furia del compagno, che, secondo quanto riferito dalla vittima, ha ricominciato a usare sostanze stupefacenti dopo il licenziamento, aggravando ulteriormente il suo comportamento violento.
Una storia già nota
Non si trattava della prima volta che l’uomo si rendeva protagonista di comportamenti aggressivi: era già stato denunciato per maltrattamenti e stalking nei confronti di una precedente compagna. La madre della trentenne, da tempo preoccupata per la sicurezza della figlia e dei nipoti, aveva più volte tentato di convincerla a interrompere la relazione, senza successo.
L’intervento della polizia
Grazie alla pronta chiamata al 112, gli agenti sono riusciti a fermare l’uomo e a portarlo in commissariato, dove è stato formalmente denunciato per maltrattamenti in famiglia. La trentenne e i bambini, finalmente al sicuro, sono stati assistiti dalle autorità competenti, mentre la donna ha ricevuto supporto psicologico per affrontare il trauma subito.