Rapina di iPhone per 2,5 milioni: preso anche l'anello mancante

L’operazione segue quella del 10 marzo scorso, quando erano già finiti in manette quattro pregiudicati

A cura di Redazione
22 marzo 2026 16:00
Rapina di iPhone per 2,5 milioni: preso anche l'anello mancante -
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Ieri mattina, i carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, supportati dai colleghi della Compagnia di Napoli Stella, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura, nei confronti di un uomo gravemente indiziato del reato di ricettazione.

Il provvedimento rappresenta l’ultimo sviluppo investigativo legato alla rapina violenta consumata il 18 settembre 2024 a Castellammare di Stabia ai danni di un corriere. Quel giorno, un gruppo criminale aveva assaltato un furgone, impossessandosi di un carico di prodotti Apple: 1.733 iPhone 16, 455 AirPods e 145 Apple Watch, per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, destinati a un magazzino locale.

L’operazione segue quella del 10 marzo scorso, quando erano già finiti in manette quattro pregiudicati, ritenuti autori materiali della rapina e responsabili anche di sequestro di persona e porto illegale di armi.

Negli ultimi dieci giorni, le indagini hanno permesso di individuare il presunto ricettatore della banda, figura chiave che avrebbe consentito ai rapinatori di piazzare rapidamente la refurtiva. Parte della merce è stata recuperata durante perquisizioni presso l’abitazione dei genitori dell’indagato, e le verifiche sui flussi finanziari hanno dimostrato che la vendita dei dispositivi aveva già fruttato alla banda circa 600 mila euro.

Il quadro indiziario a carico dell’arrestato si basa su intercettazioni, analisi dei sistemi di videosorveglianza e riscontri documentali. Dopo l’interrogatorio preventivo davanti al gip, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

Ricapitolando i fatti del 10 marzo: quattro rapinatori avevano sequestrato l’autista di un furgone e sottratto 2.000 dispositivi Apple. Durante il blitz, sono stati trovati anche 11 chili di cocaina. La banda, che progettava altri colpi in tutta Italia, si era finta polizia per bloccare il carico: una Ford Puma grigia aveva chiuso la strada, mentre uno dei membri mostrava una paletta simile a quelle in dotazione alle forze dell’ordine e un altro puntava una pistola all’autista.

Il corriere fu costretto a scendere e il furgone, sotto il controllo dei banditi, fu scortato lungo l’autostrada fino a essere abbandonato in provincia di Caserta. Solo allora l’uomo poté allertare le forze dell’ordine.

Dopo diciotto mesi di indagini serrate, i carabinieri hanno eseguito le misure cautelari emesse dal gip Emanuela Cozzitorto su richiesta del procuratore Nunzio Fragliasso.

Con l’arresto di ieri, il presunto ricettatore – quinto membro della banda – è stato assicurato alla giustizia. Restano ancora da individuare gli ultimi complici. Le accuse principali a carico dei quattro arrestati del 10 marzo restano rapina a mano armata e sequestro di persona, con contestazioni aggiuntive di detenzione e porto illegale di arma da fuoco e ricettazione.

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