Omicidio Vassallo, prosciolto il colonnello Cagnazzo
Al momento non sono note le motivazioni del provvedimento
Svolta giudiziaria nell’inchiesta sull’omicidio del “sindaco pescatore” Angelo Vassallo. Il giudice dell’udienza preliminare Giovanni Rossi del Tribunale di Salerno ha disposto il proscioglimento del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo dalle accuse di omicidio, in qualità di presunto mandante, e di depistaggio. La decisione è arrivata nel primo pomeriggio, ribaltando la richiesta della Procura della Repubblica di Salerno, che aveva invece sollecitato il rinvio a giudizio.
Al momento non sono note le motivazioni del provvedimento, ma appare verosimile che il giudice abbia tenuto conto delle valutazioni già espresse dalla Corte di Cassazione, che in due diverse occasioni aveva evidenziato la carenza della gravità indiziaria nei confronti dell’ufficiale, in particolare nella fase cautelare dell’indagine.
Diversa la decisione per altri imputati coinvolti nell’inchiesta. Il gup ha disposto il rinvio a giudizio per l’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi e per l’imprenditore Giuseppe Cipriano, entrambi accusati di omicidio in relazione alla fase deliberativa del delitto. Andrà a processo anche Giovanni Cafiero, ma limitatamente a reati legati alla normativa sugli stupefacenti.
Percorso diverso invece per Romolo Ridosso, le cui dichiarazioni sono state giudicate contraddittorie dalla Cassazione. Ridosso ha scelto il rito abbreviato — ottenendolo — e dovrà rispondere di omicidio per la sua presunta partecipazione a un sopralluogo effettuato nei giorni precedenti all’agguato.
L’omicidio di Angelo Vassallo risale al 5 settembre 2010. Il sindaco di Pollica fu ucciso in serata mentre rientrava a casa in auto: contro di lui furono esplosi nove colpi di pistola. Un delitto che ha segnato profondamente il territorio e che, a distanza di oltre quattordici anni, continua a essere al centro di un complesso iter giudiziario.
La posizione del colonnello Cagnazzo è stata al centro di un lungo e controverso percorso. Dopo anni alla guida dei carabinieri di Castello di Cisterna — durante i quali aveva conseguito risultati rilevanti nella lotta alla criminalità organizzata, in particolare nelle aree di Scampia e Secondigliano — l’ufficiale era stato arrestato nel 2024 nell’ambito dell’inchiesta. Trasferito in carcere nel novembre dello stesso anno, vi è rimasto per circa sette mesi, fino a quando la Cassazione ha annullato la misura cautelare, evidenziando criticità nell’impianto accusatorio.
A rafforzare la sua posizione era intervenuta anche una decisione del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, che nel gennaio scorso aveva annullato il provvedimento del Ministero della Difesa con cui, nell’ottobre 2025, era stata disposta la sospensione precauzionale dal servizio.