Niente manovre salvavita, la morte di un 17enne diventa un caso

Un altro punto centrale dell’inchiesta riguarda il monitoraggio delle condizioni del paziente.

A cura di Redazione
18 marzo 2026 07:00
Niente manovre salvavita, la morte di un 17enne diventa un caso -
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A settimane dalla morte di Carlo Nicolella, il 17enne di Torre Orsaia deceduto a gennaio all’ospedale “Immacolata” di Sapri, l’inchiesta entra in una fase decisiva. Nuovi elementi emersi nelle ultime ore potrebbero rivelarsi determinanti per chiarire le cause del decesso e accertare eventuali responsabilità.

Morte di Carlo Nicolella: i nuovi dettagli

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lagonegro, stanno portando alla luce aspetti finora poco chiari. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe iniziato ad accusare seri problemi cardiaci, compatibili con episodi di extrasistole, circa due ore e mezza prima di ricevere un intervento sanitario adeguato.

Si tratta di un intervallo temporale considerato cruciale dagli investigatori. In questo lasso di tempo, infatti, il giovane sarebbe rimasto per circa due ore senza manovre salvavita, un elemento che potrebbe avere avuto un peso determinante nell’evoluzione del quadro clinico.

Assistenza sanitaria sotto esame

Un altro punto centrale dell’inchiesta riguarda il monitoraggio delle condizioni del paziente. Secondo quanto emerso, Carlo sarebbe stato sottoposto a un controllo tramite holter, senza però essere collegato a un monitor multiparametrico continuo, strumento essenziale per rilevare in tempo reale eventuali peggioramenti in situazioni cardiache critiche.

Per verificare ogni fase dell’assistenza, nei giorni scorsi i militari del NAS hanno effettuato un accesso presso l’ospedale di Sapri, acquisendo documenti e ascoltando il personale sanitario in servizio nelle ore precedenti al decesso.

Medici indagati e accertamenti tecnici

Nell’ambito dell’indagine, cinque cardiologi, tra cui il primario del reparto, sono stati iscritti nel registro degli indagati. Si tratta di un atto necessario per consentire lo svolgimento di accertamenti tecnici irripetibili e garantire il pieno contraddittorio tra le parti.

L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire con precisione la sequenza degli eventi: dall’arrivo del giovane al pronto soccorso, dove si era presentato con un forte dolore al petto, fino alle decisioni cliniche adottate nelle ore successive.

Le ipotesi e l’attesa della verità

In una fase iniziale, era stata ipotizzata una miocardite fulminante come possibile causa del decesso. Sul corpo del ragazzo è stato eseguito l’esame autoptico, i cui risultati, insieme agli altri elementi raccolti, saranno fondamentali per chiarire definitivamente quanto accaduto.

La vicenda ha profondamente colpito le comunità di Torre Orsaia e Camerota, ancora scosse per una perdita improvvisa e difficile da accettare. Carlo avrebbe compiuto 18 anni appena una settimana dopo la sua morte e stava organizzando i festeggiamenti.

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