Monaldi, medici sospesi dopo il trapianto fallito a Domenico

alcune richieste di trasferimento presentate da operatori sanitari, sono state subito inoltrate

A cura di Redazione
06 marzo 2026 22:00
Monaldi, medici sospesi dopo il trapianto fallito a Domenico -
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La direzione generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli interviene sulla vicenda legata alla morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto dopo un trapianto di cuore non riuscito all’Ospedale Monaldi di Napoli. In una nota ufficiale l’azienda sanitaria spiega che, dopo il tragico evento del 23 dicembre 2025, sono arrivate diverse segnalazioni da parte del personale del comparto impegnato nelle sale operatorie dell’Unità operativa complessa di Cardiochirurgia pediatrica e delle Cardiopatie congenite.

Le comunicazioni, insieme ad alcune richieste di trasferimento presentate da operatori sanitari, sono state subito inoltrate alla Medicina del lavoro e al Servizio di prevenzione e protezione per valutare l’eventuale correlazione con situazioni di stress lavorativo, anche in relazione alla vicenda del piccolo paziente.

La direzione dell’azienda ospedaliera sottolinea inoltre che tutta la documentazione è stata trasmessa anche all’Ufficio procedimenti disciplinari, che – dopo una valutazione complessiva dei fatti e dei comportamenti successivi – ha deciso di adottare provvedimenti cautelari di sospensione dal servizio e dall’incarico nei confronti di alcuni medici coinvolti, con misure differenziate a seconda delle posizioni.

Gli atti sono stati inoltre inviati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, che potrà effettuare le verifiche del caso.

Infine, la direzione generale ha chiesto al direttore infermieristico di verificare se esistano ulteriori comunicazioni interne che non abbiano seguito l’iter previsto dall’organigramma aziendale, secondo cui ogni dipendente deve riferirsi al proprio direttore di struttura complessa, che a sua volta relaziona con i responsabili di dipartimento e con la direzione sanitaria fino al direttore generale.

Nella nota l’azienda evidenzia anche la necessità di evitare una diffusione frammentaria di notizie che, secondo la direzione, rischierebbe di delegittimare il lavoro dell’intero ospedale.

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