Maxi-blitz anticamorra, ecco come i Casalesi hanno cambiato pelle
«Questa mafia non uccide come una volta, non siamo più nel periodo degli atti terroristici degli anni passati», ha sottolineato Scarso
Il clan dei Casalesi continua a rappresentare una presenza attiva e pericolosa nel territorio casertano, ma con modalità operative che si sono evolute nel tempo. A confermarlo è il comandante provinciale dei Carabinieri di Caserta, Manuel Scarso, durante la conferenza stampa tenuta negli uffici della Procura di Napoli, in cui è stata illustrata una nuova indagine anticamorra dai risultati significativi.
«La fazione degli Zagaria ha dimostrato di aver cambiato pelle», ha dichiarato Scarso. «Rispetto alle indagini storiche, che mostravano un’opposizione netta al traffico di sostanze stupefacenti, oggi abbiamo scoperto un accordo con la famiglia Bellocco, della ‘ndrangheta, per importare ingenti quantità di droga nel Casertano». Un segnale che la camorra, pur evitando gli scontri violenti del passato, continua a gestire affari illeciti di altissimo profilo.
Una mafia “imprenditoriale”
«Questa mafia non uccide come una volta, non siamo più nel periodo degli atti terroristici degli anni passati», ha sottolineato Scarso. «Ma parliamo di un’organizzazione con capacità imprenditoriali molto elevate». Le indagini hanno portato al sequestro di due aziende riconducibili al clan, per un valore complessivo stimato di 40 milioni di euro. Tra queste spicca un’impresa attiva nel settore dei rifiuti solidi urbani, da sempre considerato uno dei marchi di fabbrica dei Casalesi.
Estorsioni e controllo del territorio
Nonostante l’evoluzione degli affari, il clan non ha abbandonato completamente i metodi tradizionali per mantenere il controllo sul territorio. Scarso ha spiegato: «Abbiamo individuato una vera e propria cassa comune utilizzata dal clan e attività sul territorio dove la violenza è ancora uno strumento necessario per imporsi». Le indagini hanno rivelato episodi di estorsione ai danni di imprenditori locali, con minacce e perfino colpi d’arma da fuoco esplosi per costringere alla vendita di alcuni terreni.
Questa operazione conferma come la camorra non sia più solo un fenomeno legato alla criminalità violenta, ma anche a un’attività economica strutturata e complessa, in grado di infiltrarsi nei settori strategici del territorio. Secondo Scarso, il messaggio è chiaro: «Non si tratta solo di intimidire, ma di consolidare affari miliardari e mantenere un potere economico capillare».
Tra droga e rifiuti: il volto moderno dei Casalesi
Dalla droga al settore dei rifiuti, passando per il controllo dei terreni e delle imprese, il clan dei Casalesi dimostra di avere una strategia chiara: ridurre la violenza diretta visibile al pubblico, mantenere il dominio economico e tessere alleanze con altre organizzazioni criminali italiane, come la ‘ndrangheta.
L’operazione dei Carabinieri di Caserta mette in luce questa nuova dimensione della camorra: un’organizzazione che oggi punta più sull’infiltrazione economica e sui profitti che sugli atti eclatanti di intimidazione, senza però rinunciare agli strumenti di coercizione tradizionali quando necessario.