Incendiano cinque auto, bloccati in due
non si esclude che i responsabili possano aver colpito per errore un obiettivo diverso da quello inizialmente previsto
Operazione dei carabinieri tra Villaricca e Napoli, nella zona di Poggioreale, dove questa mattina sono state eseguite due misure cautelari su disposizione del GIP del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura. L’intervento è stato condotto dai militari della compagnia di Sorrento.
I provvedimenti riguardano due uomini: un 34enne residente a Villaricca, posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, e un 28enne di Qualiano, già detenuto per un’altra vicenda, per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere.
Entrambi sono gravemente indiziati di essere coinvolti in un incendio doloso avvenuto nella notte del 21 febbraio 2025 a Vico Equense. In quell’occasione, le fiamme interessarono cinque automobili parcheggiate: tre vetture furono completamente distrutte, mentre altre due subirono danni rilevanti. Il rogo si estese anche a una struttura ricettiva situata nelle immediate vicinanze, provocando ulteriori danni stimati in circa 10mila euro.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’incendio sarebbe partito da una Mercedes Classe B appartenente a un residente della zona. Tuttavia, l’auto presentava caratteristiche molto simili, per modello e colore, a quella del proprietario dell’albergo davanti al quale erano parcheggiati i veicoli. Per questo motivo, non si esclude che i responsabili possano aver colpito per errore un obiettivo diverso da quello inizialmente previsto.
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai carabinieri, si sono basate su attività tecniche come intercettazioni e analisi dei tabulati telefonici, elementi che hanno consentito di arrivare all’identificazione dei due indagati con un quadro indiziario ritenuto solido.
Dalle verifiche è emerso anche un particolare rilevante: uno dei due uomini, al momento dei fatti, si trovava già agli arresti domiciliari, ma si sarebbe allontanato illegalmente per partecipare all’azione incendiaria.
Alla luce degli elementi raccolti, il giudice ha ritenuto necessaria l’applicazione delle misure cautelari: il carcere per uno degli indagati e i domiciliari con braccialetto elettronico per l’altro.
Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda, in particolare per accertare l’eventuale presenza di mandanti e individuare con precisione il reale obiettivo dell’attacco.