Il Castello delle Cerimonie può restare aperto, stop ancora rinviato

Il ricorso era stato presentato dalle società riconducibili alla famiglia Polese, storica gestrice della Sonrisa

A cura di Redazione
18 marzo 2026 08:00
Il Castello delle Cerimonie può restare aperto, stop ancora rinviato -
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Il futuro del Grand Hotel La Sonrisa, noto al grande pubblico come location della fiction Il Castello delle Cerimonie, resta ancora incerto. Per il momento, però, la struttura continua regolarmente la propria attività.

Il Tar Campania si dichiara incompetente

Il Tar Campania, sezione VII, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla società che gestisce Grand Hotel La Sonrisa. La decisione è stata presa per difetto di giurisdizione, con il conseguente rinvio della questione al giudice ordinario.

Questo significa che sarà un tribunale civile a dover stabilire i prossimi sviluppi di una vicenda complessa, legata alla confisca della struttura per lottizzazione abusiva e alla successiva acquisizione al patrimonio del Comune di Sant'Antonio Abate.

Struttura aperta: segnali di continuità

Nonostante il contenzioso in corso, l’attività del complesso ricettivo non si è fermata. Proprio nelle ultime ore è stato pubblicato il menù di Pasqua, un segnale concreto della volontà di proseguire con eventi e ricevimenti.

La struttura, celebre per matrimoni e cerimonie in stile sfarzoso e scenografico, resta quindi operativa, almeno fino a nuove decisioni giudiziarie.

Il ricorso della famiglia Polese

Il ricorso era stato presentato dalle società riconducibili alla famiglia Polese, storica gestione della Sonrisa, con l’obiettivo di annullare la delibera con cui il Comune aveva acquisito ufficialmente il complesso immobiliare.

Nel dettaglio, veniva contestata la decisione della giunta comunale relativa all’inserimento della struttura nel piano delle valorizzazioni immobiliari, oltre alla quantificazione dell’indennità di occupazione senza titolo.

Indennità e nodo economico

Uno dei punti centrali della controversia riguarda proprio il canone richiesto per l’utilizzo della struttura dopo la confisca. L’importo stabilito ammonta a circa 75mila euro per il periodo tra metà febbraio e fine aprile 2024, a cui si aggiungono circa 30mila euro mensili per i periodi successivi.

Attualmente, la gestione continua a versare queste somme al Comune, mantenendo attiva la struttura in attesa della decisione definitiva.

Attesa per il giudice ordinario

L’udienza davanti al Tar si era tenuta il 29 gennaio, mentre la sentenza è stata pubblicata il 17 marzo 2026. Con la pronuncia di inammissibilità, il procedimento si sposta ora davanti al giudice ordinario, che dovrà entrare nel merito della vicenda.

Fino ad allora, il destino del Grand Hotel La Sonrisa resta sospeso tra attività operativa e incertezza giudiziaria, in una delle storie più seguite del territorio campano.

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