I due morti nel casolare stavano costruendo una bomba, pista anarchica
Secondo le prime informazioni, le vittime sarebbero state identificate come Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone
Tragedia a Roma, dove nella mattinata di venerdì i vigili del fuoco hanno trovato i corpi senza vita di un uomo e una donna tra le macerie di un edificio crollato nel Parco degli Acquedotti.
Il crollo ha interessato il cosiddetto “Casale del Sellaretto”, situato in via delle Capannelle.
Chi sono le vittime
Secondo le prime informazioni, le vittime sarebbero state identificate come Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone.
Entrambi gravitavano nell’area dell’anarchismo e, secondo gli investigatori, potrebbero essere stati coinvolti nella preparazione di un dispositivo esplosivo all’interno della struttura.
La donna era già nota per posizioni radicali espresse pubblicamente, tra cui dichiarazioni ostili allo Stato durante un’udienza legata al procedimento Sibilla, in cui aveva letto un intervento a sostegno del militante Alfredo Cospito.
I segnali che portano all’ipotesi esplosione
Le condizioni dei corpi hanno subito indirizzato le indagini verso una pista diversa da quella del semplice crollo accidentale.
Una delle vittime presentava evidenti ustioni, mentre l’altra mostrava traumi compatibili con il cedimento strutturale. Un elemento ritenuto particolarmente rilevante è la mutilazione di un braccio riportata dal giovane, circostanza che rafforza l’ipotesi di un’esplosione avvenuta durante la manipolazione di un ordigno.
Indagini e possibili sviluppi
Gli investigatori non escludono che i due stessero preparando un attentato, ipotesi attualmente al vaglio degli inquirenti.
L’area è stata posta sotto sequestro mentre proseguono gli accertamenti per chiarire con esattezza la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali collegamenti con ambienti estremisti.