"Hanno tentato di rapire mio figlio a Marigliano", ma si era inventata tutto per i like

Visibilmente scossa, la donna si era presentata dai Carabinieri raccontando un episodio grave

A cura di Redazione
31 marzo 2026 10:00
"Hanno tentato di rapire mio figlio a Marigliano", ma si era inventata tutto per i like -
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Ha simulato il tentato rapimento del proprio bambino per ottenere visibilità sui social network. È accaduto a Marigliano, dove una donna è stata denunciata dopo aver inventato una storia che ha inizialmente fatto scattare l’allarme tra cittadini e forze dell’ordine.

La falsa denuncia

Visibilmente scossa, la donna si era presentata dai Carabinieri raccontando un episodio grave: mentre passeggiava lungo corso Umberto, un uomo sconosciuto avrebbe tentato di sottrarle il bambino, cercando di strapparlo dal passeggino.

Secondo la sua versione, il presunto aggressore non sarebbe riuscito nel suo intento solo perché il piccolo era ben assicurato con le cinture di sicurezza. Dopo il tentativo fallito, l’uomo si sarebbe allontanato rapidamente facendo perdere le proprie tracce.

A sostegno del racconto, la donna aveva mostrato anche la tutina del bambino, che presentava alcuni strappi, attribuiti alla presunta colluttazione.

Le indagini e la verità

La segnalazione ha attivato immediatamente le verifiche da parte dei militari, che hanno acquisito e analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

I filmati hanno però smentito completamente quanto dichiarato: nessuna persona si era avvicinata al passeggino e non risultava alcun tentativo di rapimento.

Di fronte all’evidenza delle immagini, la donna è stata nuovamente convocata in caserma. Qui, messa davanti alle contraddizioni del suo racconto, è crollata ammettendo di aver inventato tutto.

Il movente: i social

Alla base del gesto, secondo quanto dichiarato, ci sarebbe stata la volontà di attirare attenzione e ottenere consenso sui social network, attraverso una storia forte e capace di suscitare reazioni.

Un comportamento che ha generato inutilmente allarme e mobilitato risorse delle forze dell’ordine, impegnate in un’indagine rivelatasi poi infondata.

La denuncia

Per la donna è scattata la denuncia per simulazione di reato. L’episodio riporta al centro il tema dell’uso distorto dei social e delle conseguenze legali legate alla diffusione di notizie false, soprattutto quando coinvolgono fatti gravi come tentati rapimenti.

Un caso che evidenzia come la ricerca di visibilità online possa sfociare in comportamenti pericolosi, con ripercussioni non solo personali ma anche sulla collettività, alimentando paure ingiustificate e distogliendo l’attenzione da situazioni reali di emergenza.

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