Giovane mamma insospettabile trovata con 100mila euro di cocaina rosa

proseguono le indagini per individuare eventuali complici

A cura di Redazione
22 marzo 2026 09:30
Giovane mamma insospettabile trovata con 100mila euro di cocaina rosa -
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Ha confessato di aver detenuto e venduto droga per conto di altre persone, spiegando di aver agito per necessità economiche legate al mantenimento del figlio, un bambino di pochi anni che vive con lei in un appartamento di circa cinquanta metri quadrati. Durante l’intervento delle forze dell’ordine ha inoltre mostrato il materiale utilizzato per lo spaccio e consegnato spontaneamente una bustina contenente circa 240 grammi di sostanza stupefacente.

Si tratta della cosiddetta cocaina rosa, tra le più costose sul mercato illegale, con un potenziale guadagno stimato intorno ai 100mila euro. Un quadro che ha portato i carabinieri ad arrestare una donna di 29 anni al termine di un blitz in un appartamento situato tra San Giovanni a Teduccio e Portici.

Dopo l’arresto, alla giovane madre sono stati concessi gli arresti domiciliari, mentre proseguono le indagini per individuare eventuali complici. La donna custodiva complessivamente 241 grammi lordi di sostanza, riconducibile alla cosiddetta cocaina rosa, spesso associata a contesti esclusivi e a un mercato di fascia alta.

Incensurata, la 29enne è stata individuata anche grazie ad attività di monitoraggio online, note come web patrolling, affiancate ai tradizionali controlli sul territorio. Le indagini, condotte dai carabinieri della zona di Varcaturo, hanno permesso di risalire a una figura ritenuta insospettabile ma attiva nello spaccio di sostanze di alto valore.

Una volta raggiunta nella sua abitazione, la donna ha collaborato con gli investigatori, ammettendo parte delle proprie responsabilità senza opporre resistenza. Assistita dall’avvocato Antonio Iorio, ha ribadito di aver detenuto la droga per conto terzi, sostenendo di averlo fatto esclusivamente per garantire il sostegno al figlio.

Attualmente si trova agli arresti domiciliari insieme al bambino, mentre le forze dell’ordine continuano le attività investigative per ricostruire l’intera rete coinvolta, anche attraverso ulteriori approfondimenti digitali.

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