Focolaio di epatite, i controlli si concentrano sulle cozze
I controlli si stanno concentrando in particolare lungo il tratto costiero compreso tra Nisida e Bacoli
Continuano a crescere i casi di Epatite A in Campania, mentre le autorità sanitarie intensificano i controlli lungo tutta la filiera dei molluschi bivalvi.
Negli ultimi due giorni, tra il Ospedale Cotugno e gli altri presidi della rete interprovinciale, in particolare tra Napoli e Caserta, sono stati registrati circa venti nuovi contagi.
La situazione negli ospedali
Nonostante l’aumento dei casi, dall’Azienda Ospedaliera dei Colli arriva un messaggio rassicurante. Secondo quanto comunicato, non si configura al momento alcuna emergenza sanitaria e la situazione al pronto soccorso del Cotugno resta sotto controllo.
Tra mercoledì sera e la giornata successiva sono stati rilevati circa 14 nuovi casi. Di questi, nove pazienti sono stati ricoverati nei reparti di degenza, contribuendo a ridurre la pressione sull’area di osservazione breve del pronto soccorso.
Nello stesso arco temporale, altri due pazienti si sono presentati al pronto soccorso del CTO, in attesa di ricovero.
Controlli rafforzati e misure di prevenzione
Nel frattempo, la Regione Campania ha disposto un ulteriore rafforzamento delle attività di controllo su tutta la catena di produzione e distribuzione dei molluschi, ritenuti tra le possibili fonti di contagio. I controlli si stanno concentrando in particolare lungo il tratto costiero compreso tra Nisida e Bacoli, area considerata sensibile per la presenza di allevamenti e attività legate ai frutti di mare.
A livello locale, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza urgente che vieta la somministrazione di frutti di mare crudi nei locali pubblici.
Divieto e sanzioni
Il provvedimento prevede anche una raccomandazione ai cittadini di non consumare questi alimenti neppure in ambito domestico.
Per chi non rispetta le disposizioni sono previste sanzioni amministrative comprese tra 2.000 e 20.000 euro. L’ordinanza resterà in vigore fino a una nuova valutazione della situazione epidemiologica da parte dell’Asl.