Esplosioni ai bancomat, presa la banda

Gli indagati sono ritenuti responsabili di diversi assalti agli sportelli

A cura di Redazione
21 marzo 2026 06:00
Esplosioni ai bancomat, presa la banda -
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Un gruppo criminale giovane ma già altamente strutturato, capace di colpire in pochi minuti e sparire cambiando veicoli durante la fuga. È questo il profilo della cosiddetta “banda della marmotta”, smantellata all’alba dai Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino. Cinque i soggetti arrestati, di età compresa tra i 20 e i 29 anni, tutti originari di Orta Nova, in provincia di Foggia. Un sesto componente risulta ancora irreperibile ed è attivamente ricercato.

Gli indagati sono ritenuti responsabili di diversi assalti agli sportelli bancomat avvenuti in Irpinia nel 2024, in particolare nei comuni di Gesualdo e Lacedonia.

Misure cautelari e accuse

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino. Per tutti è stata disposta la custodia cautelare agli arresti domiciliari. Tra gli arrestati figurano un 20enne, due 21enni, un 25enne e un 29enne, quest’ultimo attualmente irreperibile.

Uno dei due 21enni era già stato arrestato nel dicembre 2024 per precedenti episodi analoghi, tra cui l’assalto allo sportello bancomat di Greci.

Le accuse contestate sono gravi: concorso in furto aggravato, danneggiamento e detenzione e trasporto di materiale esplosivo. Gli investigatori attribuiscono al gruppo almeno due colpi specifici: quello contro un istituto bancario a Gesualdo nel settembre 2024 e un secondo attacco a Lacedonia nel dicembre dello stesso anno.

Non si esclude il coinvolgimento della banda in ulteriori assalti messi a segno tra Abruzzo e Molise. Sono inoltre in corso verifiche su episodi più recenti registrati in Alta Irpinia tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.

La tecnica della “marmotta”

Le indagini sono partite da una serie di attacchi agli sportelli ATM avvenuti tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025. Il gruppo utilizzava la cosiddetta tecnica della “marmotta”, un ordigno esplosivo artigianale ad alta potenza impiegato per far saltare i bancomat e accedere rapidamente al denaro contenuto.

La frequenza e la modalità dei colpi avevano generato forte preoccupazione tra istituti bancari e uffici postali dell’area irpina.

Le indagini dei Carabinieri

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Avellino, si è sviluppata attraverso un articolato lavoro di analisi e incrocio dei dati. Fondamentale l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza, che hanno consentito di ricostruire i movimenti dei sospettati durante i colpi.

A ciò si è aggiunta l’analisi dei flussi telefonici e telematici, utile per individuare spostamenti, contatti e presenze sul territorio. Determinante anche il tracciamento dei veicoli impiegati, effettuato attraverso lo studio delle targhe e dei percorsi rilevati.

Le comparazioni antropometriche hanno permesso di confrontare caratteristiche fisiche come altezza, corporatura e postura tra i soggetti ripresi dalle telecamere e i sospettati.

L’insieme di questi elementi ha consentito agli investigatori di costruire un quadro indiziario solido e coerente, portando all’identificazione dei membri del gruppo.

Un’organizzazione strutturata e ruoli definiti

Secondo quanto emerso, nonostante la giovane età, gli indagati agivano con un alto livello di organizzazione e competenza. Ogni componente aveva un ruolo preciso all’interno della banda.

Particolarmente rilevante era la figura degli “staffisti”, incaricati di monitorare le strade e segnalare eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine durante le operazioni.

Il modus operandi risultava collaudato: il gruppo raggiungeva gli obiettivi utilizzando auto rubate o con targhe alterate, impiegate sia per l’assalto sia per la fuga immediata. Successivamente, i componenti si spostavano su una seconda vettura “pulita”, così da eludere le ricerche.

Un sistema efficace, che tuttavia non è bastato a sfuggire all’azione dei Carabinieri, riusciti a ricostruire l’intera rete e a individuare i responsabili.

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