Epatite A, sequestri ingenti dal Lazio fino alla Puglia
La mancanza di indicazioni di provenienza rende impossibile risalire alla fonte e aumenta il rischio di contagio
L’emergenza Epatite A in Campania continua a preoccupare le autorità sanitarie e mantiene sotto forte pressione gli ospedali, in particolare il Cotugno di Napoli, centro regionale di riferimento per le malattie infettive. Attualmente sono 68 le persone contagiate, con la maggior parte dei casi riconducibili a focolai legati a prodotti alimentari contaminati o a circuiti di distribuzione non certificati.
Strategie di contenimento
Per arginare la diffusione del virus HAV, le autorità sanitarie stanno adottando diverse misure:
Ring vaccination: vaccinazione preventiva dei contatti stretti dei soggetti infetti per creare una barriera protettiva intorno ai focolai.
Contact tracing: inchiesta epidemiologica per isolare i casi e identificare le fonti comuni di infezione.
Controlli alimentari intensificati, in particolare sulla filiera ittica, sospettata di essere il principale veicolo del virus attraverso frutti di mare non depurati o provenienti da aree contaminate.
Sequestri recenti
Nelle ultime ore, i Carabinieri della Compagnia Vomero e il personale dell’ASL Napoli 1 Centro hanno controllato 16 pescherie nei quartieri Vomero e Arenella, sequestrando complessivamente 70 chili di frutti di mare privi di tracciabilità:
8 kg di vongole e lupini in via Settimo Lucio Caruso
23 kg di molluschi in via San Giacomo dei Capri
39 kg in via Leonardo Bianchi
La mancanza di indicazioni di provenienza rende impossibile risalire alla fonte e aumenta il rischio di contagio.
Chiarezza sulla provenienza dei prodotti
Le associazioni di categoria, tra cui Coldiretti Pesca e Confcooperative, hanno smentito qualsiasi coinvolgimento della produzione pugliese, ribadendo che le cozze tarantine sono sottoposte a rigorosi controlli da ASL e ARPA Puglia e non sono ancora in piena commercializzazione.
Raccomandazioni per i cittadini
Gli esperti confermano che la cottura prolungata dei molluschi è l’unico metodo efficace per neutralizzare il virus. Consumare frutti di mare crudi, anche apparentemente di buona qualità, espone a rischi elevati durante i focolai attivi.