Epatite A, controlli sulle verdure: "Mangiatele cotte"
L’infezione non riguarda soltanto Napoli, ma interessa diverse aree della Campania
In provincia di Caserta si registrano attualmente 52 casi di Epatite A, di cui 32 hanno richiesto il ricovero ospedaliero. I contagi sono distribuiti in diversi comuni del territorio, ma l’area più colpita risulta essere Sessa Aurunca.
A fare il punto della situazione è Alfonso Giannoni, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Caserta, che sottolinea come siano stati rafforzati i controlli sui prodotti vegetali. Il contagio, infatti, non è legato esclusivamente al consumo di frutti di mare, ma può avvenire anche attraverso trasmissione oro-fecale, inclusi alcuni comportamenti a rischio come specifiche pratiche sessuali.
L’infezione non riguarda soltanto Napoli, ma interessa diverse aree della Campania, con una diffusione significativa soprattutto nel Casertano. Nonostante ciò, secondo gli esperti, si osserva un lieve calo dei contagi: il trend appare in progressiva diminuzione.
Nei giorni scorsi, l’Ospedale Cotugno ha evidenziato come la regione stia attraversando il secondo picco epidemico, successivo a quello registrato alla fine di febbraio. Attualmente, in Campania si contano circa 150 casi confermati di infezione da virus HAV.
Prevenzione: le indicazioni del Comune di Sessa Aurunca
L’amministrazione comunale di Sessa Aurunca ha diffuso un appello rivolto alla popolazione, ribadendo l’importanza dei comportamenti quotidiani nella prevenzione del contagio. Tra le principali raccomandazioni:
curare con attenzione l’igiene delle mani
consumare esclusivamente acqua potabile
lavare accuratamente frutta e verdura, privilegiando alimenti cotti
evitare il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti, acquistando solo da fornitori affidabili
In presenza di sintomi come febbre, nausea, affaticamento o ittero, è fondamentale contattare tempestivamente il medico ed evitare situazioni che possano favorire la trasmissione del virus.
La collaborazione dei cittadini resta un elemento centrale per contenere la diffusione dell’infezione e tutelare la salute pubblica.