Domenico, il Monaldi valuta il risarcimento chiesto dalla famiglia

l’ospedale esprime “sorpresa” per l’utilizzo mediatico di una comunicazione definita come riservata

A cura di Redazione
28 marzo 2026 10:30
Domenico, il Monaldi valuta il risarcimento chiesto dalla famiglia -
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Arriva la risposta dell’Azienda Ospedaliera dei Colli dopo le polemiche sulla richiesta di risarcimento avanzata dalla famiglia del piccolo Domenico Caliendo. Secondo quanto dichiarato dalla direttrice generale Anna Iervolino, la proposta di composizione extragiudiziale è stata regolarmente ricevuta e “presa in carico” dagli uffici competenti.

“Richiesta non negoziabile, servono approfondimenti”

Nella nota, l’Azienda chiarisce che la proposta, arrivata il giorno dopo i funerali del bambino, era espressamente qualificata come “riservata” e conteneva una richiesta di risarcimento pari a 3 milioni di euro, formulata però in termini “dichiaratamente non negoziabili”.

Un elemento che, secondo l’ospedale, limita di fatto la possibilità di avviare una trattativa:

“Non può parlarsi di mancata apertura al dialogo – si legge – in assenza di un reale spazio negoziale”.

Inoltre, la vicenda è attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria nella fase delle indagini preliminari, circostanza che impone — sottolinea l’Azienda — approfondite valutazioni tecnico-legali non comprimibili in tempi ristretti.

La questione della comunicazione pubblica

Altro punto sollevato riguarda la diffusione pubblica della richiesta: l’ospedale esprime “sorpresa” per l’utilizzo mediatico di una comunicazione definita come riservata, ritenendo che ciò non favorisca un confronto sereno nelle sedi opportune.

Secondo la ricostruzione dell’Azienda, solo il 24 marzo sarebbe pervenuta una richiesta formale di incontro da parte della controparte, subito presa in carico dall’ufficio legale, che ha avviato le procedure organizzative necessarie.

“Percorso nel rispetto delle regole”

L’Azienda ribadisce che eventuali percorsi transattivi devono seguire procedure precise e rispettare le norme a tutela dell’interesse pubblico, attraverso un’istruttoria tecnica adeguata.

Una posizione che si contrappone alle accuse mosse nei giorni scorsi dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del bambino, che aveva parlato di “silenzio” e mancanza di interlocuzione.

Il caso dell’ulivo

Nella nota si chiarisce anche la polemica relativa alla proposta di piantare un albero in memoria del piccolo. Secondo l’Azienda, si tratta di un’iniziativa spontanea del personale, accolta con apprezzamento dai genitori — Patrizia e Antonio — che, pur chiedendo giustizia, avrebbero dichiarato di non nutrire rancore nei confronti di medici e infermieri.

Una vicenda ancora aperta

Il confronto tra le parti resta quindi aperto su più fronti: da un lato quello giudiziario, con le indagini ancora in corso, dall’altro quello civile, con la richiesta di risarcimento e la possibilità — ancora tutta da definire — di un accordo extragiudiziale.

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