Camorra, confiscati quattro terreni al boss Sandokan
Un’attività complessa che ha consentito di riportare sotto il controllo dello Stato beni che, di fatto, erano rimasti nella disponibilità indiretta del clan
Nuovo passo avanti nella lotta ai patrimoni illeciti della criminalità organizzata. La Corte di Appello di Napoli ha disposto la correzione di un vecchio decreto di confisca, permettendo il recupero definitivo di alcuni terreni agricoli legati al boss Francesco Schiavone, storico capo del clan dei Casalesi.
La rettifica del decreto
Il provvedimento riguarda il decreto di confisca emesso nel 1996 e divenuto definitivo nel 1997. A distanza di anni, un’attività di revisione ha consentito di individuare alcune particelle catastali che, a causa di frazionamenti, erano rimaste escluse dal sequestro originario.
Grazie alla nuova ordinanza, quattro terreni agricoli situati nel territorio di Santa Maria la Fossa sono stati definitivamente confiscati. Si tratta di un’estensione complessiva di circa 15 ettari, parte della nota Tenuta Ferrandelle.
Le indagini patrimoniali
Fondamentale è stato il lavoro della Guardia di Finanza di Caserta, che ha condotto approfondite indagini economico-patrimoniali. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire con precisione l’estensione reale dei terreni e di individuare le porzioni che erano sfuggite alla confisca a causa di operazioni catastali effettuate nel tempo.
Un’attività complessa che ha consentito di riportare sotto il controllo dello Stato beni che, di fatto, erano rimasti nella disponibilità indiretta del clan.
Valore e destinazione dei beni
Il valore complessivo dei terreni recuperati è stimato in oltre un milione di euro. Con questo intervento, tornano alla collettività più di 15 ettari sui 56 complessivi riconducibili a Sandokan nell’area della Tenuta Ferrandelle.
I beni confiscati rientrano nel patrimonio già affidato alla Agrorinasce, realtà impegnata nella gestione e valorizzazione dei terreni sottratti alla camorra attraverso progetti sociali, agricoli e di sviluppo sostenibile.
Un simbolo di legalità
La Tenuta Ferrandelle rappresenta da anni un simbolo del riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Il recupero di ulteriori terreni rafforza il percorso di restituzione alla collettività, trasformando luoghi un tempo legati ad attività illecite in risorse per il territorio.