Calzaturificio a fuoco per eredità contesa

Tra i destinatari del provvedimento figura anche un uomo originario di San Marzano sul Sarno,

A cura di Redazione
31 marzo 2026 20:00
Calzaturificio a fuoco per eredità contesa -
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Operazione dei carabinieri all’alba di oggi con sviluppi che toccano anche l’Agro nocerino-sarnese. I militari del Nucleo operativo e radiomobile di Lugo, in provincia di Ravenna, insieme ai colleghi della Stazione di Vibonati, nel Salernitano, hanno eseguito tre misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute coinvolte in un incendio doloso avvenuto lo scorso dicembre.

Tra i destinatari del provvedimento figura anche un uomo originario di San Marzano sul Sarno, oggi residente a Napoli, per il quale si sono aperte le porte del carcere. L’operazione si inserisce nell’ambito delle indagini sul rogo che, nella notte tra il 7 e l’8 dicembre, ha devastato il calzaturificio “Emanuela” a Bagnacavallo, nel Ravennate.

Oltre all’uomo legato al territorio salernitano, i provvedimenti hanno riguardato una donna di 41 anni, di origine marocchina e residente nel Ravennate, attualmente agli arresti domiciliari, e un altro uomo di 42 anni residente nelle Marche. Le misure sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ravenna, su richiesta della Procura che ha coordinato le attività investigative.

L’incendio aveva causato danni ingenti: completamente distrutto il capannone destinato allo stoccaggio delle materie prime, con perdite economiche stimate intorno al mezzo milione di euro e pesanti ripercussioni sull’attività produttiva dell’azienda. Fin dai primi rilievi, effettuati dai carabinieri insieme ai vigili del fuoco, era emersa la natura dolosa del rogo, grazie al ritrovamento di sostanze acceleranti.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alla base del gesto ci sarebbero motivi personali e rancori maturati nel tempo. In particolare, la vicenda sarebbe legata a contrasti tra la donna arrestata e la titolare dell’azienda, con tensioni familiari e questioni ereditarie irrisolte che avrebbero alimentato un clima di forte conflittualità. A questo si aggiungerebbero anche problematiche legate a una procedura di sfratto imminente.

Le indagini hanno permesso di raccogliere elementi ritenuti gravi a carico degli indagati, portando così all’emissione delle misure cautelari. Resta ora da chiarire nel dettaglio il ruolo di ciascuno e l’eventuale presenza di ulteriori responsabilità.

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